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Tomo secondo.
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Vita di Giulio Romano. 45-

mera , è dipinto a olio, quando Icaro» ammaestrato dal padre De-dalo , per volere troppo alzarli volando , veduto il segno del Can-cro j e il carro del Sole tirato da quattro cavalli in iscorto» vicino alsegno del Leone , rimane senz’ ali, essendo dal calore del Sole di-strutta la cera. E appresso il medesimo precipitando si vede in * De ~

aria quasi cascare addosso a chi lo mira , tutto tinto nel volto dicolor di morte ; la quale invenzione su tanto Sene considerata, eimmaginata da Giulio, eh' ella par proprio vera; perciocché vi si ve-de il calore del Sole , friggendo , abbruciar 1’ ali del misero gio-vane : il fuoco acceso far fumo » e quasi si sente lo scoppiare dellepenne , che abbruciano , mentre si vede scolpita la morte nel vol-to d’Icaro 5 e in Dedalo la passione» e il dolore vivissimo. E nelnostro libro de'disegni di diversi pittori è il proprio disegno diquesta bellissima storia di mano d'esso Giulio , il qual fece nel me-desimo luogo le storie de’ dodici mesi dell’ anno ; e quello , che inciascuno d’essi sanno sarti più dagli uomini esercitate; la qualpittura non è meno capricciosa » e di bella invenzione » e dilette-vole » che fatta con giudizio, e diligenza. Pastàta quella loggia gran-de lavorata di stucchi » e con molte armi, e altri varj ornamentibizzarri » s’arriva in certe stanze piene di tante varie fantasie, che vis’ abbaglia l’intelletto ; perché Giulio , eh’ era capricciosissimo,ed ingegnoso, per mostrare » quanto valeva » in un canto del pa-lazzo» che faceva una cantonata simile alla sopraddetta stanza diPsiche » disegnò di fare una stanza » la cui muraglia avesse corri-spondenza con la pittura, per ingannare quanto più potesse glinomini » che dovevano vederla . Fatto dunque fondare quel can-tone » eh’ era in luogo paduloso » con fondamenti alti » e doppj » fecetirare sopra la cantonata una gran stanza tonda » e di grossissimemura » acciocché i quattro cantoni di quella muraglia dalla bandadi fuori venissero più gagliardi » e potessi no regger’una volta dop-pia » e tonda a uso di forno; e ciò fatto» avendo quella cameracantoni» vi fece » per lo girare di quella » a’suoi luoghi murare leporte» le finestre» ed il cammino di pietre rustiche , a caso scan-tonate » e quasi in modo scommesse » e torte » che parea propriopendessero in su un lato » e rovinassero veramente . E murata questastanza così stranamente » si mise a dipignere in quella la più capric-ciosa invenzione, che si potesse trovare, cioè Giove, che fulmi- s ^ antt

nai giganti. E così figurato il cielo nel più alto della volta» vv mfece il trono di Giove , facendolo in iscorto al disotto in su , ed infaccia; e dentro a un tempio tondo sopra le colonne» trasforatodicomponimento Jonico, e con 1 ’ ombrella nel mezzo sopra il seggio,con l’aquila sua , e tutto posto sopra le nuvole. E più a basso feceGiove irato, che fulmina i superbi giganti, e più a basso è Giù- fàtimòriti 0 ' ‘ ^none» chegliajuta, ed intorno i Venti, che con certi visi strani

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