462 Terza Parte.
Andrea di Mantova , alla cappella della signora Isabella Buschet-ka , in una tavola a olio, una nostra Donna in atto d’adorare ilputtino Gesù , che giace in terra , e Giuseppe, e l'asino , e il bue,vicini a un presepio: e da una banda s. Gio-Evangelista, edall’altra s. Longino 1 , ligure grandi quanto il naturale. Nelle faccia-te poi di detta cappella fece colorire a Rinaldo, con suoi dise-gni , due storie bellissime , cioè in una la crocifissione di Gesù Cri-sto con i ladroni, ed alcuni angeli in aria , e da basso i crocifis-sori con le Marie , e molti cavalli, de' quali si dilettò sempre , e glifece bellissimi a maraviglia,e molti soldati in varie attitudini - Neli'altra fece , quando al tempo della contessa Matilda si trovò il san-gue di Cristo , che fu opera bellissima • E dopo fece Giulio al ducaFederigo in un quadro,di sua propria mano, la nostra Donna, che la-va Gesù Cristo fanciulletto, che sta in piedi dentro a un bacino,mentre s. Giovannino getta 1’ acqua fuori d’ un vaso , le quali amen-due figure, che sono grandi quanto il naturale , sono bellissime ;e dal mezzo in fu nel lontano sono di figure piccole alcune gentil-Ritrfittì . e taveU donne, che vanno a visitarla ; il qual quadro fu poi donato dalfatteper diversi . Duca alla signora Isabella Buschetta ; della quale Signora fece poi
Giulio il ritratto , e bellissimo in un quadretto piccolo d’una Nati-vità di Cristo, alto un braccio, che è oggi appresso al sig- Vespa-siano Gonzaga, con un altro quadro donatogli dal duca Federigo ,pur di mano di Giulio ; nel quale è un giovane , e una giovaneabbracciati insieme sopra un letto, in atto di farsi carezze , mentreuna vecchia dietro a un uscio nascosamente gli guarda , le qualifigure sono poco meno, che il naturale , e molto graziose . Ed incasa del medesimo è , in un altro quadro molto eccellente , un s. Gi-rolamo bellissimo di mano pur di Giulio. E appresso del conteNiccola Mafie! è un quadro d’ un Alessandro Magno con una. , , Vittoria in mano , grande quanto il naturale, ritratto da una me-
u^nofa o » jet faglia antica, che è cosa molto bella. Dopo queste opere dipin-se Giulio a fresco, per M. Girolamo organista del duomo di Manto-va , suo amicissimo, sopra un cammino , a fresco un Vulcano , cl,emena con una mano i mantici, e con l’altra, che ha un pajo dimolle, tiene il serro d’una freccia, che fabbrica, mentre Vene-re ne tempera in un vaso alcune già fatte , e le mette nel turcasso diCupido. E questa è una delle belle opere, che mai faceste Giu-lio , e poco altro in fresco si vede di sua mano * . In s. Domenicofece per M. Lodovico da Fermo, in una tavola , un Cristo morto ,
il qua-
x E’ nel gabinetto del re , e in-tagliato dal Desplaces.
2 Vorrà dire, che poco dipin-se Giulio a fresco in Mantova_..
Del resto in Roma ci è molto disuo dipinto su i muri, e se non
altro la battaglia immensa di Ge-stanti no , e 1’ altre pitture delVaticano, e della Farnesina , edel casino del duca Lante &c. ri-chieggono quasi mezza la vita__»d’ un uomo.