494 Terza Parte.
priorato di s. Lorenzo ; la qual tela fu tenuta dipoi in pregio, elodata» e dopo la morte di ser Rastàello rimase , con 1 ’altre suerobe» a Domenico di Sandro pizzicagnolo suo fratello. Parten-Pane da Tiertnta , do dunque di Firenze Ferino , lasciò in abbandono F opera de’c U/aa imperfeutc-i mart j r i , della quale rincrebbe grandemente . F certo s’ella sulleopera . Martin . ^ gta j n a |tro luogo che in Camaldoli» F avrebbe egli finita; maconsiderato » che gli uffiziali della Sanità avevano prelò per gli ap-pestati lo stello convento di Camaldoli » volle piuttosto lai vare se »che lasciar fama in Fiorenza » bastandogli aver mostrato » quanto eivaleva nel disegno- Rimase il cartone , e F altre sue robe a Gio-vanni di Goto orefice » suo amico » che si morì nella peste , e do-po lui pervenne nelle mani del Piloto» che lo tenne molti annispiegato in casa sua » mostrandolo volentieri a ogni persona d’in-gegno » come cosa rarissima » ma non so già, dov’ ei si capitaste dopola morte del Piloto. Stette fuggiasco molti mesi dalla peste Feri-no in più luoghi » nè per questo spese mai il tempo indarno » eh’egli continuamente non disegnasse, e studiasse cose dell’arte; ecessata la peste se ne tornò a Roma , e attese a far cose piccole , lequali io non narrerò altrimenti. Fu F anno 1523. creato Papa Cle-mente VII. che su un grandissimo refrigerio alF arte della pittura , edella scultura » state da Adriano VI. 1 , mentre eh’ ei visse , tenutetanto basse » che non solo non si era lavorato per lui niente , ma nonse ne dilettando , anzi piuttosto avendole in odio , era stato cagio-ne , che nessun’ altro se ne dilettasse , o spendesse , o trattenessenessun’ artefice , come si è detto altre volte ; per il che Ferino al-lora fece molte cose nella creazione del nuovo Pontefice . Delibe-Gìulio nomano , ed randosi poi di far capo dell’ arte , in cambio di Raffaello da Urbinoil fattore dichiarati già morto » Giulio Romano, e Gio. Francesco» detto il Fattore,capi e a prosefsio- ^ciocché scompartissero i lavori a gli altri , secondo F usato di pri-ma ; Ferino , eh’aveva lavorato un’arme del Papa in fresco, colcartone di Giulio Romano , sopra la porta del cardinale Cesarino,si portò tanto egregiamente , che dubitarono non egli fusse antepo-sto a loro , perché , ancoraché essi avessero nome di discepoli di Ras-saello, e d’avere redato le cose sue, non avevano interamenteF arte , e la grazia , eh’ egli co i colori dava alle sue figure , ere-ditato . Presone partito adunque Giulio ,e Gio. Francesco d'intrat-tenere Pelino ; e così Fanno santo del giubbileo 1525. diedero laS dataptrn>o£ufaPc-^ zîeYinz ' dorella di Gio. Francesco, a Ferino per donna, ae-rini». ciochè fra loro susse quella intera amicizia, che tanto tempo ave-
vano
1 Poco potettero star basse lebelle arti, perche Adriano VI. dot-to, e santo Pontefice visse 22. me-si • Fu ingiustamente lacerato dal-le maiedicenze de’ poeti avvezzi a
menar vita sfrenata sotto Leon X.e di questi poeti uno fu il Perni ,che fece contro di lui la famosa sa-tira , piena di calunnie , e di mor-dacità .