496 Terza Parte.
dintorni , e la maniera di Perino , e tratteggiando quelli conun modo facilissimo, cercò ancora dar loro quella leggiadria, equella grazia 5 eh’aveva dato Perino a’suoi disegni. Mentre chele rovine del sacco avevano distrutta Roma , e fatto partir di quel-la gli abitatori , e il Papa stesso, che si stava in Orvieto 5 non es-sendovi rimasti molti, e non si facendo faccenda di nessuna sorta,capitò a Roma Niccola Veneziano, raro, e unico maestro di ricami,Condotto a Genova servitore del principe Doria, il quale e per 1 ’ amicizia vecchia , chee.l Prìncipe Doria. aveva con Perino, e perché egli ha sèmpre favorito, e voluto be-ne a gli uomini dell' arte , persuase a Perino a partirsi di quella mi-seria, ed inviarsi a Genova , promettendogli, eh’egli sarebbe ope-ra con quel principe , eh’ era amatore , e si dilettava della pittura,che gli sarebbe fare opere grosse: e massimamente che sua Eccel-lenza gli aveva molte volte ragionato , eh’ arebbe avuto voglia di farun appartamento di stanze con bellissimi ornamenti. Non biso-gnò molto persuader Perino, perché essendo dal bisogno oppresso,e dalla voglia d' uscir di Roma appassionato , deliberò con Niccolapartire; e dato ordine di lasciar la sua donna, e la figliuola beneaccompagnata a’ suoi parenti in Roma , e assettato il tutto sen’ andò a Genova; dove arrivato, e per mezzo di Niccola fattosinoto a quel principe , su tanto grata a sua Eccellenza la sua venu-ta , quanto cola , che in sua vita, per trattenimento , avesse maiavuta . Fattogli dunque accoglienze , e carezze infinite , dopomolti ragionamenti , e discorsi , alla fine diedero ordine di co-minciare il lavoro , e conchiulèro dover fare un palazzo ornato distucchi, e di pitture a fresco , a olio, e d’ogni sorta, il quale piùbrevemente, eh’io potrò, m’ingegnerò di descrivere con le stan-ze , e le pitture , cordine di quello; lasciando stare dove comin-ciò prima Perino a lavorare , acciocché non confonda il dire quest’Descrizione del opera, che di tutte le sue é la migliore. Dico adunque, che ali'
quel Signore, entrata del palazzo del principe e una porta di marmo , di com-
ponimento , e ordine Dorico, fatta secondo i disegni, e modellidi mano di Perino , con sue appartenenze di piedistalli, base , fuso ,capitelli, architrave, fregio, cornicione, e frontespizio , e conalcune bellissime femmine a sedere, che reggono un’ arme : la qualeopera , e lavoro intagliò di quadro , maestro Gio. da Fiesole , e lefigure condusse a perfezione Silvio scultore da Fiesole , fiero, evivo maestro. Entrando dentro alla porta, è sopra il ricetto unavolta piena di stucchi, con istorie varie, e grottesche, con suoiarchetti, ne’ quali è dentro per ciascuno cose armigere, chi com-batte a piè , chi a cavallo : e battaglie varie, lavorate con unadiligenza, e arte certo grandissima. Trovatisi le scale a man man-ca, le quali non possono avere il più bello, e ricco ornamento digrotteschine ali’ antica, con varie storie, e figurine piccole , ma-schi