Lavora per altri inGenova .
Vita di Perino del Vaga. 499
sima mano. Ed in quest’ opera lavorò ancora il Pordenone , come Pordenone, e Becca-dilli nella sua Vita ; e così Domenico Beccafumi Sanese 1 , rarissimo fami ancb' est tpera-pittore, che mostrò non estere inferiore a nessuno degli altri, quan- reno •tunque l'opere , che sono in Siena di sua mano, siano le più ec-cellenti, eh’egli abbia fatto in fra tante sue . Ma per tornare ali’opere, che fece Perino dopo quelle , eh’ egli lavorò nel palazzo delprincipe, egli fece un fregio in una stanza di casa di (riannettiliDoria , dentrovi femmine bellissime ; e per la città fece molti la-vori a molti gentiluomini in fresco, e coloriti a olio, come unatavola in s. Francesco molto bella con bellissimo disegno ; e simil-mente in una chiesa dimandata santa Maria de Consolutìone , adun gentiluomo di cala Baciadonne, nella qual tavola fece una_,natività di Cristo, opera lodatissima, ma mesta in luogo oscurotalmente , che per colpa del non aver buon lume , non si può co-noscer la sua perfezione, e tanto più, che Perino cercò di dipi-gnerla con una maniera oscura, onde avrebbe bisogno di gran lume ;senza i disegni , eh’ ei fece della maggior parte della Eneide conle storie di Didone , che se ne fece panni d’arazzi : e similmente ibelli ornamenti disegnati da lui nelle poppe delle galee, intaglia-ti , e condotti a perfezione dal Carota , e dal Tastò , intagliatori dilegname Fiorentini, i quali eccellentemente mostrarono, quanto eivalessimo in quel l’arte . Oltre tutte queste cose , dico, fece anco-ra un numero grandissimo di drapperie per le galee del principe,ed i maggiori stendardi, che si potessi fare per ornamento , e bel-lezza di quelle . Laonde su , per le sue buone qualità , tanto amatoda quel principe , che s’egli avessi atteso a servirlo, arebbe gran-demente riconosciuta la virtù sua . Mentre eh’egli lavorò in Geno-va , gli venne fantasia di levar la moglie di Roma , e così comperò Torno a Roma per le-in Pisa una casa , piacendogli quella città , e quasi pensava, invec- v *f « cu-cinando , elegger quella per sua abitazione. Estendo dunque in ^ '
quel tempo operaio del duomo di Pisa M. Antonio di Urbano , ilquale aveva desiderio grandissimo d’abbellir quel tempio , avevafatto fare un principio d’ornamenti di marmo molto belli per lecappelle della chiesa , levandone alcune vecchie , e goffe , chev’erano , e senza proporzione , le quali aveva condotte di sua ma-no Stagio da Pietrafanta , intagliatore di marmi molto pratico,e valente . E così dato principio 1’ operaio , pensò di riempire den-tro i detti ornamenti di tavole a olio , e suora seguitare a frescostorie , e paramenti di stucchi, e di mano de' migliori, e più ec-cellenti maestri, eh’ egli trovasse , senza perdonare a spesa , checi fosse potuta intervenire ; perché egli aveva già dato principioalla sagrestia, e l’aveva fatta nella nicchia principale dietro ali’ al-tar maggiore , dov’ era finito già 1’ ornamento di marmo, e fatti
R r r 2 mol-
i Vedi la sua Vita, che viene dopo questa .