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Tomo secondo.
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Ssoo T E R 2 A P A R T E.

molti quadri da Gio. Antonio Sogliani pittore Fiorentino; il restodequali 5 insieme con le tavole , e cappelle, che mancavano , fupoi, dopo molti anni, fatto finire da M.Sebastiano della Seta,operaio di quel duomo . Venne in questo tempo in Pila , tornan-do da Genova , Perino , e visto questo principio, per mezzo diBatista del Cervelliera , persona intendente nell arte , e maestrodi legn me, in prospettive , e in rimesti ingegnosiiFimo, fu con-dotto alioperaio, e discorso insieme delle cole deliOpera delduomo , fu ricerco , che a un primo ornamento dentro alla portaordinaria, che sentra, dovesse farvi una tavola , che già era fi-nito 1 ornamento , e sopra quella una storia , quando s. Giorgio ,ammazzando il serpente , libera la figliuola di quel re . Così fattoComìncio a dipkne- Perino un disegno bellissimo, che faceva in fresco un ordine dire, e in breve se ne putti, e d altri ornamenti fra 1 una cappella, e P altra, e nic-f*rtì, c hìe con profeti, e storie in più maniere , piacque tal cosa ali ope-

raio - E così fatto il cartone d' una di quelle , cominciò a colorirquella prima, dirimpetto alla porta detta di sopra , e finì sei put-ti , i quali sono molto bene condotti ; e così doveva seguitare in-torno intorno ; che certo era ornamento molto ricco, e molto bel-lo, e farebbe riuscita tutta insieme un opera molto dfoorata. Mavenutagli voglia di ritornare a Genova , dove aveva preso e pra-tiche amorose, e altri suoi piaceri, a quali egli era inclinato acerti tempi; nella sua partita diede una tavoletta dipinta a olio , ehegli aveva fatta loro, alle monache di fan Maffèo , che è dentro nelmonastero fra loro . Arrivato poi in Genova , dimorò in quella mol-ti mesi , facendo per il principe altri lavori ancora. Dispiacquemolto ali operaio di Pisa la partita sua, ma molto più il rimanerequellopera imperfetta ; onde non restava di scrivergli ogni gior-no , che tornasse, di domandarne alla moglie desso Perino , laquale egli aveva lasciata in Pisa. Ma veduto finalmente , che que-sta era cosa lunghistâma , non rispondendo , o tornando , allogò latavola di quella cappella a Gio Antonio Sogliani , che la finì, e laTerch'e aveva s- mise al suo luogo . Ritornato non molto dopo Perino in Pisa , ve-pemto il Sogliani,Pe- dendo 1opera del Sogliano, si sdegnò, volle altrimenti fegui-rtno non vi volle piò tare quello, eh aveva cominciato, dicendo non volere , che le suedipignert. pitture servissero per fare ornamento ad altri maestri ; laonde si ri-

mase per lui imperfetta quell opera , e Gio. Antonio la seguitò tan-to , eh egli vi fece quattro tavole ; le quali parendo poi a Sebastia-no della Seta, nuovo operaio, tutte in una medesima maniera,e piuttosto manco belle della prima, ne allogò a Domenico Becca-Sczuitoil Xeccafumi, danese , dopo la prova di certi quadri, eh egli fece intorno il Vasari. ' alla sagrestia , che son molto belli, una -tavola , ehegli fece inPisa ; la quale non sodisfacendogli, come i quadri primi, ne fecerofare due ultime, che vi mancavano, a Giorgio Vasari Aretino ,

le qua-