$o5 Terza Parte.
farla senza concorrenza ; bastandogli pur troppo la volta , e la fàccìaîta della cappella di Michelagnoio a paragone quivi vicina . Quc-Temeva, che Tu/*- f 0 fpi 2 i on e fu cagione j che mentre Tiziano stè in Roma j eglimtrlaJifomsu lo sempre, e sempre stette di mala voglia sino alla partita
sai» regia. sua . Essendo castellano di castel iant’ Agnolo Tiberio Crifpo , che
fu poi fatto cardinale , come persona, che si dilettava delle nostrearti, fi messe in animo d’abbellire il castello , e in quello rifecelogge , camere , e sale , e appartamenti bellissimi > per poter rice-vere meglio sua Santità , quando ella vi andava ; e così fatte moltestanze, e altri ornamenti, con ordine, e disegni di Raffaello daMontelupo , e poi in ultimo d’ Antonio da Sangallo, fecevi fardi stucco Raffaello una loggia , e egli vi fece 1' angelo di marmo 1 ,figura di sei braccia , posta in cima al castello full' ultimo torrio-ne s e così fece dipinger detta loggia a Girolamo Sermoneta,eh’ è quella , che volta verso i prati, che finita, fu poi il re-sto delle stanze date parte a Luzio Romano . E in ultimo le sale ,e altre camere importanti fece ferino parte di sua mano, e par-te fu fatto da altri con suoi cartoni. La sala è molto vaga, e bel-la , lavorata di stucchi, e tutta piena d’istorie Romane , fatte da’suoi giovani, e assai di mano di Marco da Siena, discepolo di Do-menico Beccafumi : e in certe stanze sono fregiature bellissime .opero h Castello , ni Usava ferino , quando poteva avere giovani valenti , servirsene vo-rifiutava qualunque lentieri nell' opere sue, non restando per questo egli di lavorareopera Unthc basta . ogni cola meccanica. Fece molte volte i pennoni delle trombe » lebandiere del castello 5 e quelle dell’armata della Religione. Lavo-rò drappelloni, sopravveste , portiere, e ogni minima cosa dell’ ar-te . Cominciò alcune tele per far panni d’arazzi per il principe Do-ria : e fece per il reverendissimo cardinal Farnese una cappella, ecosì uno scrittoio ali’ eccellentissima madama Margherita d’ Au-stria . A santa Maria del flauto fece fare un ornamento intornoalla Madonna , e così in piazza Giudea alla Madonna pure un al-tro ornamento; e molte altre opere, delle quali per esser moltenon farò al presente altra memoria , avendo egli massimamente co-stumato di pigliare a far ogni lavoro , che gli veniva per le mani;la qual sua così fatta natura , perché era conosciuta dagli uffiziali dipalazzo , era cagione , eh’ egli aveva sempre che fare per alcunidi loro 5 e lo faceva volentieri per trattenetegli, onde avelleròcagione di servirlo ne’ pagamenti delle provvisioni, e altre sue biso-gne . Avevasi oltre ciò acquistata ferino un’ autorità , che a lui siallogavano tutti i lavori di Roma ; perciocché, oltre che parea,che in un certo modo se gli dovessimo, faceva alcuna volta le cose
per
i Già si è detto a cart. 182. che scale di castello , e in suo luogo po-quell’ Angiolo di travertino è sta- stovene uno di bronzo .to mesto in una nicchia giù per le