Vita di Perino del Vaga . 507
per vilissimo prezzo ; nel che faceva a se , e ali’ arte poco utile, an-zi molto danno - E che ciò sia vero , s’egli avelie preso a far sopradi se la sala de’ Re in palazzo, e lavoratovi insieme con i suoi garzo- Taceva a luon^t..ni, vi arebbe avanzato parecchi centinaja di feudi, che tutti furo -eco .no de’ ministri, eh' avevano cura dell’ opera , e pagavano le gior-nate a chi vi lavorava . Laonde , avendo egli preso un carico si gran-de » e con tante fatiche , e essendo catarroso , e infermo, non po-tè sopportar tanti disagi, avendo il giorno » e la notte a disegna-re , e sodisfare a’ bisogni di palazzo , e fare , non che altro, i di-segni di ricami, d'intagli a’ banderai , ed a tutti i capricci di moltiornamenti di Farnese, e d’altri cardinali, e signori. E in som-ma , avendo sempre 1’ animo occupatissimo , e intorno scultori,maestri di stucchi, intagliatori di legname, sarti, ricamatoti, pit-tori, mettitori d’oro, e altri simili attesici, non aveva mai un’ora di riposo . E quanto di bene , e contento sentiva in questa vi-ta , era ritrovarsi tal volta con alcuni amici suoi ali’ osteria, laquale egli continuamente frequentò in tutti i luoghi, dove gli oc-corse abitare , parendogli, che quella foste la vera beatitudine , larequie del Mondo , e il riposo de’ scoi travagli. Dalle fatiche adun-que dell' arte , e da’ disordini di Venere , e della bocca , guastatasila complessione , gli venne un’ asima , che andandolo a poco a poco
consumando, finalmente lo fece cadere nel tisico ; e così una sera, ,, , ,
, , c r r i- 1 i- -i -More dt repente, far-
parlando con un suo amico, vicino a cala sua, di mal di gocciola ^<4, t
cascò morto d’ età d’ anni 47. Di che si dolsero infinitamente moltiartefici, come d’ una gran perdita , che fece veramente la pittura.
E da M. Giosefso Ciucio, medico di Madama , suo genero , e dal-la sua donna, gli su nella Ritonda di Roma , e nella cappella di8. Giuseppe», dato onorata sepoltura con questo epitaffio :
ferino Bonaccurfìo Vagte fiorentino , qui ivgenio , & arte fìngulariegregi or cum pitture s permultos , tum plasias facile omnes fuperavitCutberina Perini conjigi , Lavinia Bomccurfia parenti , fofepbus Gn-àu s fecero diarissimo , & optimo fecere . Vixit ann. 46. men- 3. dies 21.mortuits est 14. Calen. Novemb. Ann. Qbrist. 1547.
Sua elegia sofiesvolere .
al
Rimase , nel luogo di Perino , Daniello Volterrano , che moltolavorò seco, e finì gli altri due profeti, che sono alla cappella ^«nìelle seguì l'ofe-del Crocifisso in san Marcello . E nella Trinità ha fatto una cappel- re J* 1 * 'la bellissima di stucchi, e di pittura alla signora Elena Orsina, emolt’ altre opere , delle quali si sarà a suo luogo memoria . Perinodunque , come si vede per le cose dette , e molte , che si potreb-bono dire , è stato uno de' più universali pittori de’ tempi nostri ,avendo ajutato gli artefici a saie eccellentemente gli stucchi, e la-vorato grottesche, paesi , animali, e tutte l’ altre cose , che può
§5 S 2 sa pe*