Vita di Domenico Beccafumi. 515colare interesse spinto, privare la patria ci' un sì fatto cittadino.Nel tondo , eh’ è nel!' altro canto , che segue, è da una parte Celiopretore, che per avere combattuto contra il consiglio e volere de-gli aruspici, ancorché vincesse , ed avesse la vittoria , fu dal sena-to punito ; ed aliatogli siede Trasibulo , che accompagnato da alcu-ni amici uccise valorosamente trenta tirannni , per liberar la pa-tria . £ questi è un vecchio raso, co' capelli bianchi , il quale ha sot-to il suo nome , siccome hanno anco tutti gli altri. Dall’altra partenel cantone di sotto, in un tondo , è Gemizio Cippo pretore , al qua-le essendosi posto in testa un uccello prodigiosamente con I’ ali informa di corna , su risposto dall’ oracolo , che farebbe re della suapatria; ond' egli elesse, essendo già vecchio, d’andare in esilio pernon soggiogarla ; e perciò fece a costui Domenico un uccello in ca-po . Appresso a costui siede Caronda , il quale essendo tornato divilla , ed in un subito andato in senato senza disarmarsi , contra-,una legge, che voleva , che fosse ucciso , chi entrasse in senato conarme , uccise se stesso , accortosi dell’ errore. Nell’ ultimo tondodals altra parte è Damone , e Pitia, la singolare amicizia de'qualiè notissima , e con loro è Dionisio tiranno di Sicilia. Ed a lato a que-sti siede Bruto , che per zelo della patria condannò a morte due suoifigliuoli, perché cercavano di far tornare alla patria i Tarquinj.Quest’opera adunque, veramente singolare , fece conoscere a’ Sanesila virtù , e valore di Domenico, il quale mostrò in tutte le sue azio-ni arte , giudizio , ed ingegno bellissimo . Aspettandosi la primavolta, che venne in Italia , l’Imperator Carlo V. che andasse a Sie-na , per averne dato intenzione agir ambasciadori di quella repub-blica ; fra s altre cose , che si fecero magnifiche , e grandissime perricevere un sì grande Imperadore , fece Domenico un cavallo di ton-do rilievo, di braccia otto , tutto di carta pesta, e voto dentro;il peso del qual cavallo era retto da un’armadura di ferro, e sopra es-so era la statua d’ esso Imperadore , armato ali' antica , con lo stoccoin mano ; e sotto aveva tre figure grandi, come vinte da lui, lequali anche sostenevano parte del peso , essendo il cavallo in atto disaltare , e con le gambe dinanzi alte in aria ; e le dette tre figurerappresentavano tre provincie , state da esso Imperadore domate , evinte ; nella quale opera mostrò Domenico non intendersi meno del-la scultura , che si facesse della pittura. A che si aggiugne, che tut-ta quest’opera aveva mesta sopra un castel di legname , alto quattrobraccia, con un ordine di ruote sotto, le quali mosse da uominidentro erano fatte camminare : ed.il disegno di Domenico era,che questo cavallo, nell’ entrata di sua Maestà, estendo fatto anda-re , come s’è detto, l’accompagnasse dalla porta insino al palazzode’ Signori, e poi si fermasse in fui mezzo della piazza . Questo ca-vallo , essendo stato condotto da Domenico a fine, che non gli man-
T 1 1 2 cava,
Statua di Carla V.a cavallo , che fi do-veva muovere .