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Tomo secondo.
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Vita di Domenico Beccafumi. Frimilmente ha di mano del medesimo in un tondo a olio una Vergi-ne bellissima . Dipinse anche per la fraternità di s. Lucia una bellif- Altre sue opere ^sima bara; e parimente unaltra per quella di santAntonio. N q futura lodate.li maravigli niuno , che io faccia menzione di fatte opere, per-ciocché fono veramente belle a maraviglia » come chiunque lhavedute. Finalmente pervenuto alietà di 65. anni, s'affrettò il fi- S , celerò ^ mtrlene della vita con 1affaticarsi tutto solo» il giorno» e la notte» lavorandodt getto.intorno a getti di metallo » e a rinettar da se senza volere ajutoniuno . Morì dunque a 18. di Maggio 1549. e da Giuliano > ore-fice suo amicissimo » fu fatto seppellire nel duomo.» dove avea tan-te » e rare opere lavorato ; e sii portato alla sepoltura da tuttigli artefici della sua città » la quale allora conobbe il grandissimodanno » che riceveva nella perdita di Domenico > e oggi lo conoscepiù che mai» ammirando P opere lue. Fu Domenico persona co-stumata » e da bene » temente Dio » e studioso della sua arte » masolitario oltremodo . Onde meritò da suoi Sanesi » che sempre han- Celebrato ton encomino con molta loro lode atteso abelli studj, e alle poesie» essere 'virtuosi .con versi e volgari, e Latini onoratamente celebrato.

P. /// V v v VITA

1 II Baldinucci Dee. 1. sec. 4. acart. 196. crede, che il Beccafu-mi fosse scolare di Raffaello da_.

Urbino , solamente conghiettu-randolo dalla maniera , benché po-tesse aver presa la maniera diRaffaello solo dallo studiare mol-to , disegnando , e copiando le sueopere . Pone la sua nascita nel1484. , e la sua morte nel 1549.Al tempo del Baldinucci i carto-ni , che Mecherino fece pel pavi-

mento del duomo di Siena , si tro-vavano in mano di Pandolfo Span-nocchi gentiluomo Senese , che gli

conservava con gran diligenza_».

Nomina tra suoi scolari Giovannida Siena detto il Giannella , i]quale su anche buono architetto .Escì anche dalla sua scuola Gior-gio da Siena , che ivi dipinse laloggia de Mandoli, e operò ezian-dio in Roma, ma si attenne piùalla maniera di Giovanni da Udine.