Vita di Gio. Antonio Lappoli. $23Firenze , deliberò del tutto d’ andare a star con esso Pontormo ,parendogli, che la costui maniera tulle tanto bella » che si potestesperare , eh' egli, allora giovane , aveste a passare innanzi a tutti ipittori giovani della tua età , come fu in quel tempo ferma creden-za d’ ognuno . Il Lappoli adunque , ancorché aveste potuto anda-re a star con Andrea , per le dette cagioni si mise col Pontormo ;appresto al quale continuamente disegnando , era da due sproni,per la concorrenza , cacciato alla fatica terribilmente ; l'uno siera Giovanni Maria dal Borgo a san Sepolcro » che sotto il me-desimo attendeva al disegno » e alla pittura ; e il quale , con-sigliandolo sempre al suo bene , so cagione , che mutaste ma-niera , e pigliaste quella buona del Pontormo : P altro ( e questi lostimolava più forte ) era il vedere, che Agnolo, chiamato il Bron-zino , era molto tirato innanzi da Jacopo per una certa amore-vole sommissione, bontà , e diligente fatica , eh' aveva nell’ imi-tare le cose del maestro, senza che disegnava benissimo » e si por-tava ne’colori di maniera, che diede speranza di dovere a quell'eccellenza, e perfezione venire, che in lui si è veduta, e vedene’ tempi nostri. Gio. Antonio dunque desideroso d’imparare, espinto dalle suddette cagioni, durò molti mesi a far disegni, e ri-tratti dell' opere di Jacopo Pontormo , tanto ben condotti,belli, e buoni, che s’egli aveste seguitato , e per la Natura , chel’ajutava , per la voglia del venire eccellente» e per la concor-renza , e buona maniera del maestro , si sarebbe fatto eccellentis.limo ; e ne possono far fede alcuni disegni di matita rossa, che di suamano si veggio no nel nostro libro . Ma i piaceri, come spesso si ve-de avvenire, sono ne’ giovani le più volte nimici della virtù, efanno , che l’intelletto si disvia ; e però bisognerebbe , a chi atten-de agli ftudj di qualsivoglia scienza» facoltà» e arte» non averealtre pratiche» che di coloro» che sono della professione e buoni»e costumati. Gio. Antonio dunque» essendosi mesto a stare» peressere governato » in casa d'un ser Raffaello dì Sandro zoppo » cap-pellano in s. Lorenzo > al quale dava un tanto f anno » dismesse ingran parte lo studio della pittura ; perciocché » estèndo questo pre-te galantuomo » e dilettandosi di pittura» di musica» e d’altritrattenimenti» praticavano nelle site stanze » eh’aveva in s. Loren-zo » molte persone virtuose » e fra gli altri Mestèr Antonio da Luc-ca » musico , e sonatore di liuto eccellentissimo, che allora era giovi-netto » dal quale imparò Gio. Antonio a tuonare di liuto ; e sebbe-ne nel medesimo luogo praticava anco il Rosso pittore > e alcuni al-tri della professione , si attenne piuttosto il Lappoli agli altri » chea quelli dell’arre» da’quali arebbe potuto molto imparare» e inun medesimo tempo trattenersi . Per questi impedimenti adunquesi raffreddò in gran parte la voglia, eh’aveva mostrato d’avere
V v v .2 . della
Si mute col Pontor-
tno .
Conterrem,* di duecondiscepoli .
Raffredda nello stu-dio del disegnare .