Comi»ei» a colori-re, e fa ritratti affaibuoni .
fa amicizia con terino ciel Vaga,
§24 TERZA PARTE,
della pittura in Gio. Antonio ; ma tuttavia essendo amico di PierFrancesco di Jacopo di Sandro? il qual’era discepolo d'Andreadel Sarto, andava alcuna volta a disegnare seco nello Scalzo e_.pitture , e ignudi di naturale. E non andò molto , che datosi a co-lorire , condullè de’ quadri di Jacopo, e poi da se alcune nostreDonne , e ritratti di naturale, fra i quali fu quello di detto M. An-tonio da Lucca , e quello di ser Raffaello , che sono molto buoni.Estèndo poi Tanno 1523.la peste in Roma, se ne venne Ferinodel Vaga aFiorenza ? e cominciò a tornarsi anch’ egli con ser Raf-faello del zoppo. Perché avendo fatta seco Gio. Antonio strettaamicizia , avendo conosciuta la virtù di Ferino , se gli ridestò nelTanimo il pensiero di volere? lasciando tutti gli altri piaceri ? at-tendere alla pittura ? e costata la peste ? andare con Ferino a Roma -Ma non gli venne fatto ? perché venuta la peste in Fiorenza ? quan-do appunto aveva finito Perino la storia di chiaroscuro della som-mersione di Faraone nel mar Rollò ? di color di bronzo per serRaffaello ? al quale su sempre presente il Lappoli ; furono forzatiTimo? e Taltro? per non vi lasciare la vita? partirsi di Firen-ze . Onde tornato Gio. Antonio in Arezzo ? si mise ? per passartempo ? a fare in una storia in tela la morte d’ Orfeo ? stato uccisodalle Baccanti ; si mise ? dico ? a lare questa storia 1 in color distori» in color di bronzo di chiaroscuro ? nella maniera eh’ avea veduto fare a Peri-bronzo » chiaroscuro no la sopraddetta : la qual’opera finita? gli su lodata assai. Dopo0 0 0 ' si mise a finire una tavola , che Domenico Pecori ? già suo mae-
stro ? aveva cominciata per le monache di santa Margherita ; nellaqual tavola? che è oggi dentro al monastero ? fece una Nunziata :e due cartoni fece per due ritratti di naturale ? dal mezzo in su ,bellissimi ; uno su Lorenzo d’Antonio di Giorgio ? allora scolare ?e giovane bellissimo ; e T altro fu ser Piero Guazzosi ? che fu per-sona di buon tempo . Cessata finalmente alquanto la peste ? Cipria-no d’ Anghiari ? uomo ricco in Arezzo ? avendo fatta murare dique’ giorni ? nella badia di lauta Fiore in Arezzo ? una cappellacon ornamenti? e colonne di pietra serena ? allogò la tavola a Gio.Antonio per prezzo di feudi cento. Fallando intanto per Arezzoil Rollò ? che se n’ andava a Roma ? e alloggiando con Gio. Anto-nio
Torna in drizze pertimor della peste .
finisce ma tavoladel Pecori suo mae-stro ,
Tavola per la badi»di s. fiore col disegnodel Restò .
1 Non si sa che cosa sia stato diquesta storia d’ Orfeo ; ma sussisteancora in s. Margherita la tavoladella Nunziata . Non si fa nè purequal fine facessero i due cartonirammentati qui appresso . Sola-mente T eruditissimo sig. cav. Lo-renzo Guazzesi ha il ritratto diquesto Piero , che potrebbe esserfatto fu questo cartone ; il qual
Piero fu nel 1530. due volte am-basciatore degli Aretini al princi-pe d’Oranges , che assediava Fi-renze ; e poi ambasciatore a’ capidell’ esercito per fare le condo-glienze a nome de’ medesimi Are-tini per la morte di quel Principe ;come può vedersi nella relazionedel Rondinelli a c. 224. 226. 228.