F ugge da Aret.î.0 perla peste.
Va a vistare il Rossoal Borgo s. Sepolcro ,e fi fa fare il disegnod' una tavola , chetermino con sua lode.
Travagliato per unasicurtà fatta al Ros.so.
Tavola bella a olioin s. Maria del Saffo.
Gonfalone per unaconfraternita inBib.biena .
526 Terza Parte.
per non esser le strade sicure , si condusse finalmente in Arezzo ,dove ricevuto da M. Giovanni Polla'tra 1 , uomo letterarissimo , eh’era suo zio, ebbe che fare a riaveisi, sì era mal condotto per lostento , e per la paura . Dopo venendo il medesimo anno in Arezzosì gran peste , che morivano400. persone il giorno, fu forzato dinuovo Gio. Antonio a fuggirsi tutto disperato , e di malvoglia,e star suora alcuni mesi . Ma cessata finalmente quella insipienza inmodo, che si potè cominciare a conversare insieme, un fra Gua-sparri conventuale di fan Francesco , allora guardiano del conven-to di quella città , allogò a Gio. Antonio la tavola dell’ altar mag-giore di quella chiesa per cento scudi , acciocché vi faceste dentro1’ adorazione de’ Magi. Perché il Lappoli sentendo , che il Rossoera al Borgo san Sepolcro, e vi lavorava ( essendosi anch’ egli fug-gito di Roma ) la tavola della Compagnia di tanta Croce , andò avisitarlo ; e dopo avergli fatto molte cortesie , e fattogli portare al-cune cose d'Arezzo , delle quali sapeva , che aveva necessità , aven-do perduto ogni cosa nel sacco di Roma , si fece fare un bellissimodisegno della tavola detta, che aveva da fare per fra Guasparri ;alla quale messo mano , tornato che sii in Arezzo, la condusse ,secondo i patti, in fraunar.no dal dì della locazione, e in modobene , che ne fu sommamente lodato ; il qual disegno del RossoP ebbe poi Giorgio Vasari, e da lui il molto reverendo don Vin-cenzo Borghini spedalingo degl’ Innocenti di Firenze, e che 1 ’ hain un suo libro di disegni di diversi pittori . Non molto dopo , es-sendo entrato Gio. Antonio mallevadore al Rosso per trecento scu-di , per conto di pitture , che dovea il detto Rosso fare nella Ma-donna delle Lacrime , fu Gio. Antonio molto travagliato ; perché ,essendosi partito il Rosso senza finir F opera, come si è detto nellasua Vita , e astretto Gio. Antonio a restituire i danari ; se gli ami-ci, e particolarmente Giorgio Vasari, che stimò trecento scudi quel-lo , eh’ avea lasciato finito il Rosso , non l'avessero ajutato , sareb-be Gio. Antonio poco meno che rovinato per fare onore , e uti-le alla patria. Passati que’ travagli, fece il Lappoli per 1 ’ abateCamaiani di Bibbiena , a santa Maria del Sasso, luogo de’frati pre-dicatori in Casentino , in una cappella nella chiesa di sotto , unatavola a olio , dentrovi la nostra Donna , s. Bartolommeo , e s. Mat-tia , e si portò molto bene , contraffacendo la maniera del Rosso .E ciò fu cagione , che una fraternità in Bibbiena gli fece poi fare , inun gonfalone da portare a processione , un Cristo nudo con la cro-ce in ispalla , che versa sangue nel calice , e dall* altra banda unaNunziata, che fu delle buone cose , che faceste mai. L’anno 1534-âspettandosi il duca Alessandro de’ Medici in Arezzo , ordinarono
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1 Nella Vita di Francesco Sai- Compose una commedia, come sivisti lo chiama eccellente poeta . legge qui poco più sotto.