Ornamento per unaltare .
Giorgio Vasari prefe-rito al Luppoli .
Gonfalone della Com-pagnia dell' Ascenso.ne .
Tavole sudiate so-pra alcuni rilievi diMichelagnole .
Altre sue opere in A-rerano lodate.
§28 Terza Parts.
molto bene , e ne su sommamente lodato . Dopo fece un ornamen-to a uso d' arco trionfale , con istorie di color di bronzo, che sumesso intorno ali’altare della Madonna delle Chiavi . Essendosipoi fermo Gio. Antonio in Arezzo » con proposito , avendo mo-glie , e figliuoli, di non andar più attorno , e vivendo d’ entra-te » e degli uffizj, che in quella città godono i cittadini di quella »si stava senza molto lavorare . Non molto dopo queste cose , cercò ,che gli lusserò allogate due tavole , che s’avevano a fare in Arezzo ,una nella chiesa , e Compagnia di s. Rocco, e l'altra ali’ altare mag-giore di s. Domenico ; ma non gli riuscì , perciocché i’ una , el’altra fu fatta fare a Giorgio Vaiati, essendo il suo disegno» framolti che ne furono fatti» più di tutti gli altri piaciuto, feceGio. Antonio per la Compagnia dell’ Ascensione di quella città » in• un gonfalone da portare a processione » Cristo » che resuscita » conmolti soldati intorno al sepolcro» e il suo ascendere in cielo» conla nostra Donna in mezzo a’dodici Apostoli; il che su fatto mol-to bene » e con diligenza . Nel castello della Pieve 1 fece in unatavola a olio la visitatone di nostra Donna » e alcuni Santi attor-nio . E in una tavola , che su fatta per la pieve a s. Stefano » la no-î lira Donna » e altri Santi ; le quali due opere condusse il Lappolimolto meglio che 1’ altre » eh' aveva fatto insino allora » per ave-re veduti » con suo comodo » molti rilievi » e gessi di cose for-mate dalle statue di Michelagnolo » e da altre cose antiche» staticondotti da Giorgio Vasari nelle sue case d’Arezzo. Fece il me-desimo alcuni quadri di nostre Donne » che sono per Arezzo» e inaltri luoghi ; e una Giudit » che mette la testa d’Oloserne in unasporta » tenuta da una sua servente » la quale ha oggi Mons. M. Ber-nardetto Minerbetti » vescovo d’Arezzo, il quale amò assai Gio.Antonio » come fa tutti gli altri virtuosi » e da lui ebbe > oltre ali’altre cose » un s. Gio. Batista giovinetto nel deserto » quasi tuttoignudo » che è da luì tenuto caro » perché è boniffima figura. Fi-nalmente conoscendo Gio. Antonio » che la perfezione di quest’ artenon consisteva in altro » che in cercar di farsi a buon' ora riccod’invenzione » e studiare assai gì’ ignudi » e ridurre le difficoltàdel far’ in facilità » si pentiva di non avere speso il tempo » eh’ ave-va dato a’suoi piaceri » negli studj dell’arte , e che non bene si fain vecchiezza quello » che in giovanezza si potea fare . E come chesempre conoscesse il suo errore » non però lo conobbe interamente »se non quando essendosi già vecchio mestò a studiare, vide condur-re in quarantadue giorni una tavola a olio » lunga quattordici brac-cia » e alta sei » e mezzo » da Giorgio Vaiati » che la fece per lorefettorio 2 de’monaci della badia di s. Fiore in Arezzo» dove so-no
1 Adesso città.
r Questa pittura è ben mantenuta, ed è nello stesso sito.