Vita di Niccolò detto il Tribolo. 541gli condusse tanto straordinariamente bene , che M. Giovanni, ve-rtuto f ingegno , e la maniera del giovane, gli diede a fare duemedaglie di marmo, le quali finite eccellentemente, furono poicollocate sopra alcune porte della medesima cali. Intanto cercando-li d’ allogare per lo re di Portogallo una sepoltura di grandissimolavoro ; per essere stato Jacopo discepolo d'Andrea Contucci daMonte Sansovino » e aver nome non solo di paragonare il maestrosuo, uomo di gran fama, ma d'aver anco più bella maniera , fucotal lavoro allogato a lui col mezzo de' Bartolini ; là dove fattoJacopo un superbissimo modello di legname» pieno tutto di sto- etra eU-
rie » e di figure di cera » fatte la maggior parte dal Tribolo » crebbe veTt . e é
in modo» essendo riuscite bellissime» la fama del giovane » che marm *'
Matteo di Lorenzo Strozzi » essendo partito il Tribolo dal Sanso-vino » parendogli oggimai poter fare da se > gli diede a far certiputti di pietra ; e poco poi » essendogli quelli molto piacciuti »due di marmo > i quali tengono un delfino » che versa acqua inun vivajo » che oggi si vede a s. Lasciano 1 » luogo lontano da Fi-renze otto miglia, nella villa del detto M. Matteo. Mentfe chequeste opere dal Tribolo si facevano in Firenze » essendoci venutoper sue bisogne M. Bartolommeo Barbazzi gentiluomo Bolognese » siricordò » che pet Bologna si cercava d' un giovane » che lavorassebene per metterlo a far ligure, e storie di marmo nella facciata dis. Petronio » chiesa piircipale di quella città . Perché ragionatocol Tribolo» e veduto delle sue opere, che gli piacquero, e pa-rimente ì costumi, e l’altre qualità del giovane ; lo condusse a Bo-logna , dove egli con molta diligenza, e con molta stia lode , fecein poco tempo le due Sibille di marmo»che poi furono poste nell'or- Due foure dì marmonamento d lîa porta di s. Petronio, che va allo spedale della Morte. nellafacciata de fanLe quali opere finite,trattandosi di dargli a fare cose maggiori» men- * etrontB ‘tre si stava molto amato , e carezzato da M. Bartolommeo, cominciòla peste dell’anno 1525. in Bologna, e per tutta la Lombardia;onde il Tribolo » per fuggir la peste» se ne venne a Firenze , e sta-toci quanto durò quel male contagioso, e pestilenziale, si parti,cessato che fu , e se ne tornò , essendo là chiamato a Bologna ; do-ve M. Bartolommeo, non gli lasciando metter mano a colà alcuna perla facciata , si risolvette, essendo morti molti amici suoi, e parenti» afar fare una sepoltura per se, e per loro : e così fatto fare il modello ,il quale volle vedere M. Bartolommeo anzi , che altro facesse,compito s andò il Tribolo stesso a Carrara a far cavare i marmi perabbozzargli in fui luogo, e sgravargli, di maniera che non solo fosse( come fu ) più agevole al condurgli, ma ancora acciocché le figureriuscissero maggiori. Nel qual luogo, per non perder tempo,abbozzò
due
1 Questa villa detta Caferotta è passata per compra ne’signori Ga-nucci-