Battio Bandinelli le-va al Tribolo il la-voro della sepoltura .
5§3 T E SI Z A P A R t E.
facendo massimamente congiugnere 1’arco di pietra sbiecata, inmodo da tutte le bande, cherinfcì forte, e ha molta grazia; edinfomma questo ponte fu una molto beli' opera . Non molto innan-E» il modello per la 21 essendo venuta voglia al Duca di fare la sepoltura del sig. Gio-sepoltura di Gio, Me- vanni de’ Medici suo padre , e desiderando il Tribolo di farla , neà- - fece un bellissimo modello a concorrenza d'uno , che n’ aveva fatto
Raffaello da Monte Lupo, favorito da Francesco di Sandro, mae-stro di maneggiar’ arme appresto a sua Eccellenza. E così essen»do risoluto il Duca, che si mettesse in opera quello del Tribolo -egli se n’ andò a Carrara a far cavare i marmi, dove cavò anco i- due pili per le logge di Castello , una tavola , e molti altri marmi.
In tanto estèndo M. Gio. Batista da Ricasoli , oggi vescovo diPistoja, a Roma, per negozj del sig. Duca, fu trovato da BaccioBandinelli, che aveva appunto finito nella Minerva le sepolture dipapa Leone X. e Clemente VII-, e richiesto di favore appresto suaEccellenza, perché avendo eslò M. Gio. Batista scritto al Duca,che il Bandinelle» desiderava servirlo , gli su rescritto da sua Ec-cellenza , che nel ritorno lo menaste seco. Arrivato adunque ilBandinello a Fiorenza, su tanto intorno al Duca con l’audaciasua , con promesso , e mostrare disegni, e modelli, che la sepol-tura del detto sig. Giovanni, la quale doveva fare il Tribolo , fuallogata a lui. E così presi de’ marmi di Michelagnolo, eh’ eranoin Fiorenza in via Mozza, guastatigli senza rispetto , cominciòl’opera ; perché tornato il Tribolo da Carrara , trovò e Bérgli statolevato , per essere egli troppo freddo e buono, il lavoro. L'an-no , che si fece parentado fra il sig. duca Cosimo, ed il sig. donPietro di Toledo , marchese di Villafranca , allora Viceré diNapoli, pigliando il sig. Duca per moglie la signora Leonora suafigliuola, nel farsi in Fiorenza 1’ apparato delle nozze , fu datoArto alla porta al cura *1 Tribolo di fare alla porta al Prato , per la quale doveva laPrato,fattodalTri- sposa entrare , venendo dal Poggio, un arco trionfale, il qualebolo per le notte del egli face bellissimo, e molto ornato di colonne, pilastri, archi-uea ' travi, cornicioni, e frontespizj. E perché il detto arco andava tutto
pieno di storie , e di figure , oltre alle statue , che furono di manodel Tribolo , fecero tutte le dette pitture Batista Franco Veneziano,Fy«r« dell'arto. Ridosso Grillandajo , e Michele suo discepolo. La principal fi-
gura dunque , che seceil Tribolo in quest’ opera , la quale su postasopra il frontespizio, nella punta del mezzo, sopra un dado fattodi rilievo, fu una femmina di cinque braccia, fatta per la Fecondi-tà , con cinque putti, tre avvolti alle gambe, uno in grembo,e l’altro ai collo. E questa, dove cala il frontespizio, era messain mezzo da due figure della medesima grandezza, una da ognibanda ; delle quali figure , che stavano a giacere, una era la Si-curtà , che s’appoggiava sopra una colonna , con una verga sot-tile