Vita di Baccio Bandinelli . 53-
a modo suo . Michelagnolo considerato il sasso , pensò un' altra pensiero dì Michel*-invenzione diverse, e lasciato Ercole » e Lacco , prese Sansone , gnoio intorno cimar.che teneste sotto due Filistei abbattuti da lui, morto 1’ uno del mo &} Gigante nontutto , e 1’altro vivo ancora, al quale menando un man rovesciocon una mascella d'asino, cercaste di serio morire . Ma come {pesiso avviene, che gli umani pensieri talora si promettono alcune cose ,il contrario delle quali è determinato dalla sapienza di Dio, cosiaccade allora ; perché venuta la guerra contro alla città di Firen-ze , convenne a Michelagnolo pensere ad altro , che a pulire mar-mi, ed ebbesi per paura de’cittadini a discostare dalla città. Fini-ta poi la guerra , e setto l'accordo , papa Clemente fece tornareMichelagnolo a Firenze a tìnire la sagrestia di s. Lorenzo , e mandòLaccio a dar’ ordine di finire il gigante ; il quale , mentre che gliera intorno, aveva preso le stanze nel palazzo de’Medici; e perparere affezionato , scriveva quasi ogni settimana a sua Santità, malevoùnl7dt'%o.entrando, oltre alle cose dell' arte , ne’ particolari de’ cittadini, e rtntini .di chi ministrava il governo, con uificj odiosi, e da recarsi più male-volenza addosiò, eh’ egli non aveva prima. Laddove al duca Ales-sandro tornato dalla Corte di stia Maestà in Firenze, furono da’cittadini mostrati i sinistri modi, che Laccio verso di loro teneva ,onde ne seguì, che l’opera sua del gigante gli era da’ cittadiniimpedita, e ritardata, quanto da loro far si poteva. In questotempo, dopo la guerra d’Ungheria , papa Clemente, e CarloImperadore, abboccandosi in Bologna , dove venne Ippolito de’
Medici cardinale , ed il duca Aleslàndro, parve a Baccio d’an-dare a baciare i piedi a sua Santità , e portò seco un quadro alto unbraccio, e largo uno e mezzo, d' un Cristo battuto alla colonnada due ignudi, il qual’ era di mezzo rilievo, e molto ben lavora-to . Donò questo quadro al Papa, insieme con una medaglia del Dona un suo mezzoritratto di sua Santità, la quale aveva setta sere a Francesco dal rilievo a Papa ck-Prato 1 suo amicissimo ; il rovescio della quale medaglia era Cristo mmtt V1Uflagellato. Fu accetto il dono a sua Santità, alla quale elpose_»
Laccio gl’ impedimenti, e le noje avute nel finire il suo Ercole ,pregandola , che col Duca operasse di dargli comodità di condurloal fine : e aggiugneva, eh’ era invidiato, ed odiato in quella città;ed essendo terribile di lingua, ed’ ingegno , persuase il Papa asere , che ’l duca Aleslàndro si pigliasse cura , che l’opera di Lac-cio si conduceste a fine, e si ponesse al luogo suo in piazza. Eramorto Michelagnolo orefice, padre di Laccio, il quale avendoin vita preso a fare , con ordine del Papa , per gli operar) di sentaMaria del Fiore , una croce grandissima d’argento, tutta pienadi storie di bastò rilievo , della passione di Cristo , della quale
croce I
1 Vedi l'Abecedario pittorico, riporto qui quello , che vi si leg-che parla di questo artefice . Non ge, per non istante mallevadore .