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Tomo secondo.
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590 Terzi Parte.

croce Baccio aveva fatto le figure, e storie di cera, per formarled' argento , 1' aveva Mschelagnolo , morendo, lasciata imperfetta;ed avendola Baccio in mano con molte libbre dargento , cercava »che sua Santità deste a finire questa croce a Francesco dal Prato ,eh' era andato seco a Bologna. Dove il Papa considerando , cheBaccio voleva non solo ritrarsi delle fatture del padre , ma avan-zare nelle fatiche di Francesco qualche cosa ; ordinò a Baccio , cheP argento » e le storie abbozzate » e le finite si desterò a gli ope-rar] , e si saldaste il conto , e che gli operar] fondessero tuttoP argento di detta croce per servirsene ne bisogni della chiesa »stata spogliata de suoi ornamenti nel tempo dell assedio ; e aBaccio fece dare fiorini cento d oro, e lettere di favore , accioc-ché tornando a Firenze , desse compimento ali opera del gigante .Mentre, che Baccio era in Bologna, il cardinale Doria linte-se » eh egli era per partirsi di corto ; perché trovatolo a posta ,con molte grida, e con parole ingiuriose lo minacciò , perciocchéaveva mancato alla sede sua, ed al debito, non dando fine alla statuadel principe Doria , ma lasciandola a Carrara abbozzata , avendonepresi 500.scudi.Per la qual cosa disse,che se Andrea 1 lo potesse averein mano , glie ne sarebbe scontare alla galea . Baccio umilmente , econ buone parole si difese, dicendo, che aveva avuto giusto im-pedimento; ma che in Firenze aveva un marmo della medesimaaltezza, del quale aveva disegnato di cavarne quella figura , eche tosto cavata, e fatta, la manderebbe a Genova. E seppeben dire, e raccomandarsi , eh ebbe tempo a levarsi dinanzi alcardinale - Dopo questo tornato a Firenze, e fatto mettere ma-no aliimbafamento del gigante, e lavorando lui di continuo,1anno 1534-lo finì del tutto . Ma il duca Alessandro , per la ma-la relazione de cittadini, non si curava di farlo mettere in piazza .Era tornato già il Papa a Roma molti mesi innanzi, e desiderandolui di fare per papa Leone, e per se nella Minerva due sepolturedi marmo , Baccio presa questa occasione , andò a Roma , dove ilPapa si risolvè , che staccio faceste dette sepolture , dopo eh avessefinito di mettere in piazza il gigante. E scrisse al Duca il Papa ,che desse ogni comodità a staccio per porre in piazza il suo Erco-le . Laonde fatto un assito intorno, fu murato limbafamento diFini la statua dell' marmo, nel fondo del quale mesterò una pietra con lettere, inErcole, che fu esso- memoria di papa Clemente VII. e buon numero di medaglie, consta nella piazza. ] a te fl a f ua Santità, e del duca Alessandro. Fu cavato dipoiil gigante dell' Opera , dov era stato lavorato, e per condurlo co-modamente , e senza farlo patire, gli fecero una travata intornodi legname , con canapi, che linforcavano tra le gambe , e cor-de , che larmavano sotto le braccia , e per tutto ; e così sospeso

tra

i Andrea Doria celebre ammiraglio di Carlo V.