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Tomo secondo.
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606
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statua d'un Die Pa-dre .

606 TiRZAPaRT*.

Perseo , ancora dell altre cose faceva al Duca . Ma come avviene,che il fìgulo sempre invidia , e nojail fìgulo, e lo scultore 1 altrose ultore,non potette Laccio sopportare i favori varj fatti a Benvenu-to . Parevagli ancora strana cola , eh egli suste così in un tratto diorefice riuscito scultore : gli capiva neil animo, eh egli, che sole-va sire medaglie, e figure piccole , poteste condurre colesti ora, egiganti . potette il suo animo occultare Laccio, ma lo scoperse deltutto , e trovò chi gli rispose ; perché dicendo Laccio a Benvenuto »in presenza del Duca , molte parole delle sue mordaci, Benvenu-to , che non era manco fiero di lui, voleva , che la cosa andastedel pari. E spesse ragionando delle cose dell arte , e delle loroproprie, notando i difetti di quelle, fi dicevano 1uno alialtroparole vituperosissime in presenza del Duca ; il quale , perchéne pigliava piacere, conoscendo ne lor detti mordaci ingegnoveramente , ed acutezza , gli aveva dato campo franco , e licenza ,che ciascuno dicesse alialtro ciò ehegli voleva dinanzi a lui 1 »ma suora non se ne teneste conto . Questa gara , o piuttosto nimi-cizia su cagione , che Laccio sollecitò lo Dio Padre ; ma non aven-do egli già dal Duca que favori, che prima soleva , s ajutavaperciò corteggiando, e servendo la Duchessa . Un giorno fra glialtri mordendoli al solito , e scoprendo molte cose de fatti loro ,Benvenuto guardando , e minacciando Laccio , disse : Provvediti ,Laccio, dun altro Mondo , che di questo ti voglio cavare io - Ri-spose Laccio : Fa, che io lo sappia un di innanzi, eh io mi con-fessi , e faccia testamento, e non muoja come una bestia, comesei tu . Per la qual cosa il Duca, poi che molti mesi ebbe presospasso del fatto loro, pose loro silenzio , temendo di qualche malfine , e fece far loro un ritratto grande della sua testa fino alla cin-tura , che 1uno , e 1altro si gettasse di bronzo , acciocché chifacesse meglio avesse sonore. In questi travagli, ed emulazionifinì Laccio il suo Dio Padre , il quale ordinò , che si mettesse inchiesa sopra la basa, accanto ali* altare . Questa figura era vestita ,ed è braccia sei alta, e la murò, e finì del tutto ; ma per non lalasciare scompagnata, fatto venire da Roma Vincenzio de Rossi ,scultore suo creato , volendo nelialtare , tutto quello, che man-cava di marmo , farlo di terra , si fece ajutare da Vincenzio a fi-nire i due angioli, che tengono i candellieri in su canti, e lamaggior parte delle storie della predella , e basamento . Messo di-poi ogni colà sopra laltare , acciocché si vedesse , come aveva astare il fine del suo lavoro, si sforzava, che '1 Ducalo venisse a

vede-

1 Chi vuol sentire P atroci co- ni scritta da se stesso , dove sonose, che questi due cervelli strani, riportate tutte queste mordacitàe bollenti si dicevano tra loro , minutamente a cart. 267. "

legga la Vita di Benvenuto Celli-