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Tomo secondo.
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Vita di Baccio Bandinelli . 609

servivano , pur eh egli avesse voluto durar fatica ; ed aveva caraquesta concorrenza * per incitare Baccio a portarsi meglio > e farequel eh egli poteva ; il quale vedutasi addosso questa concorren-za , n ebbe grandissimo travaglio , dubitando più della disgraziadel Duca , che daltra cosa, e di nuovo si messe a far modelli.

Era intorno alla Duchessa assiduo, con la quale operò tanto Baccio»che ottenne dandare a Carrara per dare ordine , che il marmosi conducessi a Firenze . Arrivato a Carrara , fece scemare ilmarmo tanto» secondo ehegli aveva disegnato di fare» che loridusse molto meschino , e tolse l'occasione a se » ed a gli altri,ed il poter farne omai opera molto bella » e magnifica . Ritornatoa Firenze ». su lungo combattimento tra Benvenuto » e lui » di-cendo Benvenuto al Duca » che Baccio aveva guasto il marmo,innanzi eh egli 1 avesse tocco. Finalmente la Duchessa operò tan-to » chel marmo su suo ; e di già s era ordinato, eh egli fostecondotto da Carrara alla marina » e preparato gli ordini della bar.ca , che lo condusse su per Arno fino a Signa. Fece ancora Baccio'murare nella loggia di piazza una stanza per lavorarvi dentro ilmarmo. Ed in questo mezzo aveva mesto mano a fare cartoni perfare dipignere alcuni quadri » che dovevano ornare le stanze delpalazzo dePitti. Questi quadri furono dipinti da un giovane chia- Cartoni d' alimimato Andrea del Minga 1 » il quale maneggiava assai acconcia- Andrea dd^Min **.mente i colori. Le storie dipinte nequadri furono la creazioned Adamo , ed Eva » e lesser cacciati dall Angelo di paradiso ;un Noè , ed un Moisè con le tavole ; i quali finiti » gli donò poialla Duchessa » cercando il savore di lei nelle sue difficoltà , e con-troversie . E nel vero se non suste stata quella Signora » che lo ten-ne in pie » e Io amava per la virtù sua » Baccio sarebbe cascatoadatto, ed arebbe perduta interamente la grazia del Duca. Servivasiancora la Duchessa assai di Baccio nel giardino de Pitti » dov elîa ^ falcie ntiaveva fitto fare una grotta piena di tartari » e di spugne congelate & tt * r<l,no de * >ntdallacqua , dentrovi una fontana , dove Baccio aveva fatto con-durre di marmo» a Giovanni Fancelli z suo creato » un pilo grande »ed alcune capre , quanto il vivo » che gettano acqua » e parimente ,col modello fatto da se stesso » per un vivajo un villano» che votaun barile pieno d acqua . Per queste cose la Duchessa di continuoajutava , e favoriva Baccio appresso al Duca » il quale aveva datoP.IIL Hhhh licen-

i Andrea del Minga fece unquadro nell esequie del Bonarro-ti, lodato dal Vasari. Il P. Orlan-di dice , che su compagno di essoBonarroti nella scuola del Grillan-dajo , il che mi si rende difficile acredere, perché essendo sopravvi-

vuto a Michelagnolo, sarebbe statononagenario , quando fece il qua-dro per le sue esequie, e per conse-guenza sarebbe stato molto debole,e non degno delle lodi del Vasari.

a Di questo Fancelli non hotrovato veruna notizia.