626 Terza Parte.
Stefano, e Stefano imparò da lui a essere più fino , e lavorare damaestro. Mettendosi poi mano a i festoni groifi » che andavanoa mazzi intorno alle finestre, il Vasari ne fece uno di sua mano,tenendo innanzi frutte naturali per ritrarle dal vivo. E ciò fat-to, ordinò, che tenendo il medesimo modo Gristofano, e Stefano*seguitassero il rimanente , uno da una banda , e 1 ’ altro dati’ altradella finestra ; e così a una a una Mandassero finendo tutte, promet-tendo a chi di loro meglio si portasse , nel fine dell' opera , un pajodi calze di scarlatto ; perché gareggiando amorevolmente costoroper futile, e per sonore, si misero dalle cose grandi a ritrarreinsino alle minutissime , come migli , panichi, ciocche di finoc-chio , e altre simili, di maniera-che furono que’festoni bellissi-mi * e ambidue ebbero il premio delle calze di scarlatto dal Vasa-ri ; il quale si affaticò molto , perché Gristofano facesse da se par-te de' disegni delle storie , che andarono nel fregio , ma egli nonvolle mai. Onde mentre , che Giorgio gli faceva da se , condussei casamenti di due tavole con grazia, e bella maniera , a tanta per-sezione , che un maestro di gran giudizio , ancorché avesse avuto icartoni innanzi, non avrebbe fatto quello, che léce Gristofano.E di vero non fu mai pittore , che facesse da se, e senza studio lecose , che a costui venivano fatte . Avendo poi finito di tirare in-nanzi i casamenti delle due tavole , mentre che il Vasari conduce-va a fine le venti storie dell’ Apocalisse , per Io detto fregio, Gri-stofano nella tavola , dove s. Gregorio ( la cui testa è il ritratto diPapa Clemente VII.) mangia con que’ dodici poveri, fece Gristofa-no tutto l’apparecchio del mangiare molto vivamente , e naturalis-simo - Essendosi poi messo mano alla terza tavola, mentre Stefano fa-ceva mettere d’oro l’ornamento dell’altre due, si fece sopra due capredi legno un ponte , in fui quale , mentre il Vasari lavorava da unabanda in un Sole i tre angeli, che apparvero ad Àbramo nella val-le Mambre , faceva dall’ altra banda Gristofano certi casamenti jma perché egli faceva sempre qualche trabiccola di predelle , de-schi , e tal volta di catinelle a rovescio , e pentole , sopra le qua-li saliva, come uomo a caso eh’ egli era ; avvenne, che volen-do una volta difeostarsi per vedere quello , che aveva fatto ,mancatogli sotto un piede , e andate sottosopra le trabiccole, ca-r infermo per trn seò d’alto cinque braccia , e si pestò in modo, che bisognò trar-caduu. gli sangue, e curarlo da dovero , altrimenti si farebbe morto.
E che fu peggio , essendo egli un uomo così fatto, e trascurato,se gli sciolsero una notte le fasce del braccio , per lo quale si eratratto sangue, con tanto suo pericolo, che se di ciò non s’ ac-corgeva Stefano, eh’ era a dormire seco, era spacciato , e contutto ciò si ebbe che fare a rinvenirlo, avendo fatto un lago disangue nel letto, e se stesso condotto quasi ali’ estremo. Il Va-sari