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Tomo secondo.
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628 Terza. Parte.

mettono, come fusse ciascun di loro fiume regio, in mare. Nelquarto era la Brenta con altri fiumi del Friuli. Nell altra fac-cia dirimpetto ali Adria era lisola di Candia, dove si vedevaGiove essere allattato dalla capra , con molte Ninfe intorno. Ac-canto a questo» cioè dirimpetto alla Orava, era il fiume delTa-gliamento » e i monti di Cadoro. E sotto a questo » dirimpettoal Po, era il lago Benaco » e il Mincio, eh entravano in Po.A lato a questo, e dirimpetto alla Brenta , era 1 Adice , e ilTesino entranti in mare . I quadri dalla banda ritta erano tra-mezzati da queste Virtù collocate nelle nicchie, Liberalità , Con-cordia » Pietà » Pace » e Religione. Dirimpetto nell altra facciaerano la Fortezza » la Prudenza civile» la Giustizia» una Vitto-ria con la Guerra sotto » e in ultimo una Carità. Sopra poi era-no cornicione» architrave, e un fregio pieno di lumi, e di palledi vetro » piene d acque stillate , acciocché avendo dietro lumi,rendessero tutta la stanza luminosa . Il cielo poi era partito inquattro quadri, larghi ciascuno dieci braccia per un verso, e per1 altro otto ; e tanto quanto teneva la larghezza delle nicchiequattro braccia , era un fregio , che rigirava intorno intorno allacornice» e alla dirittura delle nicchie veniva, nel mezzo di tut-ti i vani , un quadro di braccia tre per ogni verso ; i quali qua-dri erano in tutto 23. senza uno, che nera doppio sopra la sce-na , che faceva il numero di ventiquattro ; e in questi erano lOre »cioè dodici della notte , e dodici del giorno . Nel primo de qua-dri grandi dieci braccia , il qual era sopra la scena , era il Tempo »che dispensava s ore a i luoghi loro , accompagnato da Eolo Diode venti, da Giunone , e da Iride. In un altro quadro era » ali en-trare della porta, il carro dellAurora » che uscendo delle bracciaaTitone, andava spargendo rose, mentre essi) carro era da alcunigalli tirato. Nellaltro era il carro del Sole ; e nel quarto era ilcarro della Notte » tirato da barbagianni ; la qual Notte aveva laLuna in testa, alcune nottole innanzi, e dognintorno tenebre.t>ev ebbtgràn sur- De' quali quadri fece la maggior parte Gristofa.no, e si portò tantote CrijlvfMo . bene, che ne restò ognuno maravigliato, e massimamente nel car-ro della Notte , dove fece di bozze a olio quello, che in un certomodo non era possibile. Similmente nel quadro d Adria fece queimostri marini con tanta varietà, e bellezza, che chi gli miravarimaneva stupito» come un par suo avesse saputo tanto. Insam-ma. in tutta queitopera si portò, oltre ogni credenza» da va-lente, e molto pratico dipintore, e maisimtmente nelle grottes-che , e fogliami.

Dilige eoi Vasari Finito lapparato di quella festa , stettero in Venezia il Vasari,intasi Comari. e Cristoforo alcuni mesi» dipignendo al magnifico M. GiovanniCornaro il palco » ovvero soffittato dutia carnea, nella quale an-dato-