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Tomo secondo.
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Vita di Cristofano Gherardi. 629darono nove quadri grandi a olio Essendo poi pregato il Vasarida Michele Sammichese, architettore Veronese» di fermarsi in Vene-zia , si sarebbe sorse volto a starvi qualche anno ; ma Cristofano ne lodissuase sempre , dicendo , che non era bene fermarsi in Venezia ,dove non si teneva conto del disegno» i pittori in quel luogo fissa-vano ; senza che i pittori sono cagione , che non vi s attende allefatiche dellarti, e che era meglio tornare a Roma, che è la verascuola dell' arti nobili » e vi è molto più riconosciuta la virtù ,che a Venezia. Aggiunte dunque alla poca voglia» che il Vasariaveva di starvi, le dissuasioni di Cristofano , si partirono ambedue.

Ma perché Cristofano, essendo ribello dello Stato di Firenze , nonpoteva seguitare Giorgio , se ne tornò a s. Giullino ; dove non fu Tom» a t.CiuJlino.stato molto, facendo sempre qualche cola per lo già detto abate ,che andò a Perugia, la prima volta , che vi andò papa Paolo III-, indi va a Perugiadopo le guerre fatte co Perugini ; dove nell' apparato, che si fece -/às-

per ricevere sua Santità , si portò in alcune cose molto bene, e ^ Iliparticolarmente al portone detto di Frate Rinieri, dove fece Cristo-fano » come volle monsignor della Barba , allora quivi governatore,un Giove grande irato , ed un altro placato, che sono due bellis-sime figure - E dall' altra banda fece un Atlante col Mondo addos-so , ed in mezzo a due femmine , che avevano una la spada, e laltrale bilance in mano; le quali opere, con molte altre, che fece in quel-le feste Cristofano » furono cagione » che fatta poi murare dal mede-simo Pontefice in Perugia la cittadella ; messer Tiberio Crispo , che Lavorò . nelle (lan-ali ora era governatore, e castellano, nel fare dipignere molte stan- â" cittadella .ze , volle , che Cristofano, oltre quello , che vi aveva lavorato scat-tando pittore Marchigiano in sinallora, vi lavorasse aneliegli.

Onde Cristofano non solo ajutò al detto Lattanzio , ma fece poi disua mano la maggior parte delle cose migliori , che sono nelle_»stanze di quella fortezza dipinte ; nella quale lavorò anche Ruscel-lo dal Colle , ed Adone Doni d Ascoli 1 2 pittore molto pratico,e valente, che ha fatto molte cose nella sua patria , ed in altri luo-ghi -Vi lavorò anche Tommaso del Paperello pittore Cortonese. Mail meglio» che fosse fra loro » e vi acquistasse più lode , su Cristo-fano ; onde mestò in grazia da Lattanzio del detto Crispo» su poi sem-pre molto adoperato da lui. In tanto havendo il detto Crispo fatto

una

1 NellAbecedario pittorico èdetto Adone Doni dAssisi, e vi sicita il Vasari ; ma siccome la cita-zione è errata , così mi giova cre-dere , che sia errato il nome dellapatria di questo pittore .

2 Fu Tommaso scolare di Giu-lio Romano , di cui sa menzione ilVasari a c. 455. nella Vita di Giu-

lio , dove lo chiama Tommaso Pa-perello , e qui lo chiama Tomma-so del Papacello , tanto è piena daper tutto Terrori la stampa anchede Giunti, del che non può pie-namente restar capace, se non chila riscontri con questa nostra . 11P. Oriundi lo nomina Paperello ,ei io ho seguitato questa lezione -