6zo Terza Parte.
suepitture ins. Ma -una nuova chiesetta in Perugia , detti s. Maria del Popolo» e pri-ria del Popolo di Ve- ma del Mercato,ed avendovi cominciata Lattanzio una tavola a olio»ragia . v i f ece Cristofano di sua mano tutta la parte di sopra , che invero
è bellissima , e molto da lodare . Essendo poi fatto Lattanzio , dipittore bargello di Perugia » Cristofano se ne tornò a s. Giustino»evi si stette molti mesi pur lavorando per lo detto signor abate_,Bufolini. Venuto poi Tanno 1543. avendo Giorgio a fare per loillustrissimo cardinal Farnese una tavola a olio per la cancellarlagrande , ed un' altra nella chiesa di s. Agostino per Galeotto daGirone, mandò per Cristofano ; il quale andato ben volentieri,come quello, che aveva voglia di veder Roma, vi stette moltimesi, facendo poco altro , che andar veggendo . Ma nondimeno ac-Altri suoi lavori di quistò tanto , che tornato di nuovo a s. Giustino, fece per capriccioG infimo . j n una f a ] a a i cune figure tanto belle, che pareva , che T avesse
studiate venti anni. Dovendo poi andare il Vaian Tanno 1 545 *a Napoli a fare a i frati di monte Uliveto un refettorio di molto mag-gior’ opera , che non fu quella di s. Michele in Bosco di Bologna ,mandò per Cristofano, Raffaello dal Colle, e Stefano sopì addettisuoi amici » e creati ; i quali tutti si trovarono al tempo determi-nato in Napoli, eccetto Cristofano, che restò per essere ammalato .chiamato a Napoli Tuttavia essendo sollecitato dal Vasari, si condusse in Roma per an-dal Vasari non vi po- dare a Napoli , ma ritenuto da Borgognone suo fratello » che eia_teandare. anch’ egli fuoruscito , e il quale lo voleva condurre in Francia al
servigio del colonnello Giovanni da Turrino , si perde q .eli’occa-sione . Ma ritornato il Vasari Tanno 154 5 . da Napoli a Roma perfare ventiquattro quadri , che poi furono mandati a Napoli , eposti nella sagrestia di s. Giovanni Carbonaro, nei quali dipinsein figure d’un braccio , o poco più, storie del Testamento vec-chio , e della vita di s. Giovanni Batista : e per dipingere simil-mente i portelli dell’ organo del Pifcopio , che erano alti braccia. , . sei ; si servi di Cristofano , che gli fu di grandissimo ajuto, e con-
Ajato m Roman a àsse figure , e paesi in quelfopere molto eccellentemente . Simil-mente aveva, disegnato Giorgio servirsi di lui nella lala della can-celleria,la quale fu dipinta con i cartoni di sua mano,e del tutto fini-ta in cento giorni, per lo cardinal Farnese ; ma non gli venne fatto,perché ammalatoli Cristofano, le ne tornò a s. Giustino subito , chefu cominciato a migliorare . Ed il Vasari senza lui finì la sala , aju-tato da Raffaello dal Colle , da Gio. Batista Bagnacavallo Bologne-se , da Roviale , e Bizzera Spagnuoli, e da molti altri suoi ami-ci, e creati. Da Roma tornato Giorgio a Fiorenza , e di lì dovendoandare a Rimin!, per fare ali’ abate Gio. Matteo Faettani nellachiesa de’monaci di Monte Oliveto una cappella a fresco» ed unatavola , passò da s. Giustino per menar seco Cristofano ; ma T abateBufolino 3 al quale dipigneva una sala, non volle per allora lasciarlo
par-