Vita di Michele Sammichele. 695con quella occasione prima» che tornasse a Venezia , andò a Ca-sale di Monferrato per vedere quella bella , e fortissima città »e castello » stati fatti per opera , e con l’architettura di MatteoSammichele, eccellente architetto, e suo cugino : ed una ono-rata 5 e bellissima sepoltura di marmo» fatta in s. Francesco dellamedesima città, pur con ordine di Matteo. Dopo tornatosene acasa, non fu sì tosto giunto, che fu mandato col detto sig. duca V*™ sue esenzionid'Urbino a vedere la Chiusa, fortezza » e passo molto importante Re '
sopra Verona , e dopo, tutti i luoghi del Friuli, Bergamo, Vi-cenza , Peschiera» ed altri luoghi; de’quali tutti, e di quantogli parve bisognasse , diede a i suoi Signori in iscritto minutamen-te notizia. Mandato poi da i medesimi in Dalmazia per fortifi-care le città , e luoghi di quella provincia » vide ogni cosa , e re-staurò con molta diligenza, dove vide il bisogno esser maggiora;e perché non potette egli spedirsi del tutto » vi lasciò Gio. Giro-lamo sito nipote , il quale avendo ottimamente sortificata Zana,fece da i fondamenti la maravigliosa fortezza di s. Niccolò » soprala bocca del porto diSebenico. Michele in tanto» essendo statocon molta fretta mandato a Corfù » restaurò in molti luoghi quellafortezza , ed il simigliante fece in tutti i luoghi di Cipri, e di Can-dia ; sebbene indi a non molto gli su forza, temendosi di non per-dere quell’isola per le guerre Turchesche , che soprastavano, tor-narvi, dopo avere rivedute in Italia le fortezze del dominio Ve-neziano, a fortificare con incredibile prestezza la Canea» Candia,
Retimo, e Settia ; ma particolarmente la Canea, e Candia, la__»quale riedificò da i fondamenti , e fece inespugnabile . Essendopoi assediata dal Turco Napoli di Romania , fra per diligenza del SaiâU
Sammichele in fortificarla, e bastionarla, ed il valore d’Agosti- Romania.no Clusoni Veronese, capitano valorosissimo, in difenderla conParme, non fu altrimenti presa da i nemici, né superata - Lequali guerre finite, andato che su il Sammichele col magnificoM. Tommaso Mozzenigo » capitano generale di mare , a sortilicaredi nuovo Corfù , tornarono a Sebenico , dove molto fu commen-data la diligenza di Gio Girolamo » usata nel fare la detta for-tezza di s. Niccolò . Ritornato poi il Sammichele a Venezia » dovefu molto lodato , per P opere fatte in Levante in servigio di quel-la repubblica, deliberarono di fare una fortezza sopra il Lito » cioèalla bocca del porto di Venezia ; perché dandone cura al Sammi-chele, gli dissero, chele tanto aveva operato lontano di Vene-zia , eh’egli pensaste, quanto era suo debito di fare in cosa ditanta importanza, e che in eterno aveva da estere in su gli occhjdel Senato , e di tanti Signori ; e che oltre ciò si aspettava da lui »oltre alla bellezza , e fortezza dell’ opera, singolare industria nel
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