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726 T e r 2 a Parte.
pratica d’atchitettura ; concioiliachè Bernardino, il maggiore , haora molte imprese alle mani, come la fabbrica del campanile delduomo, e di quello di s. Giorgio, la Madonna detta di Cam-pagna, nelle quali, ed altre opere, che fa in Verona, e altro-ve, riesce eccellente , e massimamente neli’ ornamento , e cap-pella maggiore di s. Giorgio di Verona, la quale è d’ordine com-posito , e tale , che per grandezza , disegno, e lavoro , afferma-no i Veronesi , non credere, che si trovi altra a quella pari inItalia. Quest’opera, dico , la quale va girando, fecondo chefa la nicchia, è d’ordine Corintio , son capitelli composti, co-lonne doppie di tutto rilievo , e con i suoi pilastri dietro . Simil-mente il frontespizio, che la ricopre tutta, gira anch’egli congran maestria, secondo che sa la nicchia , ed ha tutti gli orna-menti, che cape quell’ ordine ; onde monsignor Barbaro, elettopatriarca d’Aquilea, uomo di queste professioni intendentissimo,e che n’ha scritto 1 , nel ritornare dal concilio di Trento vide,non senza maraviglia, quello, che di queir opera era fatto, equello che giornalmente si lavorava ; e avendola più volte con-siderata , ebbe a dire , non aver mai veduta simile , e non potersifar meglio; e questo basti per saggio di quello, che si può dal!'ingegno di Bernardino , nato per madre de’ Sammicheli, sperare.
Ma per tornare a Michele, da cui ci partimmo, non senzacagione , poco sa , gli arrecò tanto dolore la morte di Gio. Girola-mo , in cui vide mancare la casa de’ Sammicheli, non essendo delnipote rimasi figliuoli ; ancorché si sforzasse di vincerlo , e rico-prirlo » che in pochi giorni fu da una maligna febbre ucciso , conincredibile dolore della patria , e de’suoi illustrissimi Signori.Morì MicheleT anno 1559-e fu sepolto in s. Tommaso de’fratiCarmelitani, dov’ è la sepoltura antica de’ suoi maggiori ; ed og-gi M. Niccolò Sammichele medico ha mesto mano a fargli un sepol-; ero onorato , che si va tuttavia mettendo in opera . Fu Michele dicostumatissima vita , ed in tutte le sue cose molto onorevole-..Fu persona allegra , ma però mescolato col grave . Fu timorato diDio , e molto religioso , in tanto che non si farebbe mai mestò afare la mattina alcuna cosa, che prima non avesse udito Messa di-votamente , e fatte sue orazioni. E nel principio dell’impresed’importanza , faceva sempre la mattina innanzi ad ogni altra cosacantar solennemente la Messa dello Spirito santo, o della Madon-na . Fu liberalissimo , e tanto cortese con gli amici, che così era-no eglino delle cose di lui signori come egli stesso • Né taceròqui un segno della sua lealissima bontà, il quale credo, che pochialtri sappiano , suor che io . Quando Giorgio Vasari, del quale,come s’è detto, fu amicissimo , partì ultimamente da lui in Ve-nezia , gli disse Michele : Io voglio , che voi sappiate, M. Gior-gio,
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i Ha tradotto, e cementato Vitruvio.