714 Terza Parte.
zo prete, e nemico di s. Benedetto, condusse intorno al mona-stero di quel sitnt’ uomo molte meretrici a ballare , e cantare , pertentare la bontà di que’padri; nella quale storia ilSoddoma» eh’era così nel dipignere , come nell’altre sue azioni disonesto , feceun ballo di femmine ignude , disonesto , e brutto astàtto. E perchénon gli sarebbe stato lasciato fare, mentre lo lavorò, non vollemai, che niuno de' monaci vedeste. Scoperta dunque , che suquesta storia, la voleva il Generale gettar per ogni modo a terra »e levarla via ; ma il Matraccio dopo molte ciance , vedendo quelpadre in collera , rivestì tutte le femmine ignude di quels opera ,che è delle migliori, che vi siano ; sotto le quali storie , fece perciascuna due tondi, e in ciascuno un frate, per farvi il numerode’ Generali, eh’ aveva avuto quella Congregazione . E perché nonaveva i ritratti naturali, fece il Mattacelo il più delle teste a caso ,e in alcune ritrasse de’frati vecchi, che allora erano in quel mo-nastero , tanto che venne a fare quella del detto fra Domenicoda Leccio , eh’ era allora Generale , come s’è detto, e il quale glifaceva fare quel!' opera. Ma perché ad alcune di queste teste era-no stati cavati gli occhi, altre erano state sfregiate ; frate AntonioBenrivogli Bolognese le fece tutte levar via per buone cagioni.Mentre dunque, che il Mattacelo faceva queste storie , essendoandato a vestirsi lì monaco un gentiluomo Milanese, eh’aveva unacappa gialla con fornimenti di cordoni neri, come si usava inquel tempo; vestito che colui fu da monaco, il Generale donò ladetta cappa al Mattacelo, ed egli con està indosso si ritrasse dallospecchio in una di quelle storie, dove s. Benedetto , quasi ancorfanciullo, miracolosamente racconcia, e reintegra il capisterio ,ovvero vassojo della sua balia, eh’ella aveva rotto; e a piè del ri-tratto vi fece il corbo, una bertuccia, ed altri suoi animali. Fi-nita quest’ opera, dipinse nel refettorio del monastero di s. Anna ,luogo del medesimo Ordine , e lontano a monte Oliveto cinquemiglia, la storia de’ cinque pani, e due pesci, ed altre figure ; laqual’ opera fornita, se ne tornò a Siena, dove alla Postierla di-pinse a fresco la facciata della casa di M. Agostino de’Bardi Sane-se, nella quale erano alcune cose lodevoli, ma per lo più sonostate consumate dal!’ aria , e dal tempo. In quel mentre capitan-do a Siena Agostino Ghigj, ricchistìmo , e famoso mercante Sane.se , gli venne conosciuto e per le sire pazzie , e perché aveva no-me di buon dipintore , Gio. Antonio ; perché menatolo seco a Ro-ma , dove allora faceva papa Giulio IL dipignere nel palazzo diin Rom» nel palazzo Vaticano le camere papali, che già aveva fatto murate papa Nic-colò V- si adoperò di maniera col Papa , che anco a lui fu dato dalavorare . E perché Pietro Perugino, che dipigneva la volta d’ unacamera , che è allato a torre Borgia, lavorava» come vecchio» eli’
egli
Vice in effe il proprioritratto .
Altre site opere.
Vaticano .