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'd&o- 1. Carlo Maratta volendo lodare Raffaello, come me-
ritava , il fece con un’ espressione enfatica simile a questa , ma più giu-sta . Diceva dunque , che se avanti,che egli avesse sentito nominar Raf-faello, uno gli avesse mostrato un suo quadro, avrebbe creduto *, chefosse stato dipinto da un Angelo . Questa notizia 1 ' ho ricavata dal Ri-chardfon tom. i.ac. 163.
*Agg. alla nota 4. Le lettere del cardinal Bembo, indirizzate al Tad-dei, si posson vedere nel volume 3. ac. 4^. delle sue lettere dell' edi-zione del Sansovino fatta in Venezia nel 1560. in 8. E infine della me-desima nota aggiungi, che il sig. Manette nel suo Trattato delle pie-tre intagliate ci dice , che questa duchessa d’Urbino, che raccoman-dò Raffaello al gonfaloniere Soderini, fu Isabella Gonzaga vedova diGuidobaldo morto nel 1508,
V . 2. Oltre le due Madonne rammentate qui, fece Raffaello pel due*d’Urbino un s. Giorgio , che uccide il drago, se vogliam credere aPaolo Lomazzo Tratt. libr. 1. cap. 8. Anzi ne fece due altri, uno erain Fontanablò,e uno in s.Vittore di Milano , come scrive il medesimoLomazzo ; ivi . Quello del duca d’Urbino era dipinto sopra un tavolie-re per confessione dello stesso autore,
V . 20. Non voglio falciar d’ accennare , che il Richardfon tom. 4. ac. ;6o. ci dà notizia de' ritratti di Battolo, e di Baldo di mano di Raf-faello , che dice trovarsi nel palazzo Panfili di Roma . Ma io non vegli ho mai veduti, bensì il P. Montfocon nel suo Diario fa menzionedi quello di Battolo posto nel palazzetto Aldobrandini di Magnando-li appartenente alla casa Panfili.
*Agg- alla nota 2. V.n. col.i. Il cartone della pittura rappresentantela scuola d’Atene è in una camera della libreria Ambrosiana in Mila-no , come dice il Richardfon tom. 4. a c. 41. E in fine della medesimanota aggiungi, che questa piccola stampa di Marcantonio è rarissimaal maggior segno, ma si trova nella Raccolta di stampe nella libreriaCorsini.
<Agg. alla nota 2. Il famoso cavalier Carlo del Pozzo aveva una let-tera originale di Raffaello diretta all’Ariosto , in cui gli chiedeva noti-zia delle persone,che voleva introdurre nella pittura della teologia,peresprimere bene il loro carattere . Si osservi di passaggio,quali, e quan-te diligenze facessero i grand’uomini per far , che 1' opere loro venis-sero eccellenti. In queste pitture su Raffaello assistito dal Bembo , e_>dal Castiglione , come si può vedere presso il Richardfon tom. 3. ac. 333. e 334. ma non dalPoliziano , come egli soggiunge, perché ilPoliziano morì, quando Raffaello aveva circa a diec’ anni ; tant’è ve-ro , che negli autori, che trattano di queste materie , si trovan dapertutto sbagli grandissimi .
V. 6. Il detto Richardfon nello stesso luogo dice, che Dante non do-veva esser messo tra’teologi , ma che Raffaello ve lo aveva posto,perché era studioso del suo poema . Io credo , che prenda errore indue cose . Prima , perché Dante universalmente, e con ragione è chia-mato il poeta teologo , essendo il suo poema pieno tutto di teologia .In secondo luogo il dire , che Raffaello fosse studioso , e invaghito dellasua Commedia,lo credo salso, e che prenda equivoco da Michelagnolo.
V. 7. 11 medesimo Richardfon tom. 3. ac. 154. afferma , che questo
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