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scrive 1 ' erudito sig. Manette , di Andrea Schiavone , pittore di grancredito , e di gran valore ; tuttavia Gornelio Bloemart lo ha eccellen-temente intagliato sotto nome di Raffaello .
Pag.II 3 * 30. Il ritratto di Alberto Duro, che egli mandò a Raffaello, c
descritto minutamente in questo tomo il. a c.465., e osservatone tut-to l’artifizio .
^ 4 gg. alla notai. Il Richardson tom. 1. ac. 91. cita un disegno diPietro Testa , dove i nudi erano più belli, che nella stampa di Marcan-tonio , e non è da farne maraviglia , perché Pietro era un terribile di-segnatore , ed io ho veduto de’ suoi disegni affatto ammirabili nellaraccolta altrove rammentata del sign. K. Kent .
P. 119. a ^ a nota 2- Per vedere quanto sia vero quel che si dice in que-
sta nota , si osservino attentamente le belle stampe, che ne ha fattePietro Santi Bartoli .
P. 120 * 6- Benché Raffaello non professaste 1’ architettura , pur fu gran-
de architetto, perché eran gran disegnatore , stantechè Punico maestrodell’ architettura è il disegno. Si raccoglie,quanto in essa fosse valente,dal!' averlo Leon X. fatto andar seco a Firenze per far la facciata dis. Lorenzo, come dice il Vasari tom. 1 il. a c. zza. e 406. e dalle stal-le del palazzetto d’Agostini Ghigi alla Lungara , e dal palazzo de’ Cas-sarelli da s. Andrea della Valle, e dal bellissimo palazzo degli Uguccio-ni , eh’è in Fiorenza sulla piazza del Granduca intagliato dal Rug-gieri tom. 1. tav.71. &c. benché alcuni lo credano di Michelagnolo, ilquale certo non lo averebbe fatto più bello , ma è d’ una forma, che fuprescelta da Raffaello anche negli altri edifizi qui sopra annoverati : efinalmente dall’ essere stato eletto architetto di s. Pietro .
^igg. alla not. 1. L’essere stato il Querno , e Baraballo ambedue poe-ti , e ambedue improvvilatori , e stimati degni nel tempo di Leone X.d’ essere incoronati, ha fatto , che la memoria mi ha ingannato , eme gli ha fatti credere uno solo , che avesse nome Cammillo Querno , efosse soprannominato Baraballo. Ma le si vuol prestare fede al Giovionella Vita di esso Leone a cart.98. dell’edizione di Firenze del 15 51. ilQuerno era di Monopoli, grandissimo versificatore Latino , che fece unpoema intitolato l’Alessiade di sopra a 20. mila versi, ma tirati giù al-la buona . Tuttavia o si prese, o si acquistò presso i suoi fautori , o davero , o da burla il nome d'Archipoeta . Era gran bevitore , onde mo-ri miserabile allo spedale . Fu coronato, come dice il Giovio quivi a__>c.153. con queste parole : Solemni exceptus e-pule in insula Tyberis Me-scili apio dicala , potantemque siepe ingenti patera , (y totius ingenii opespulsata lyra proserentem , novo serti genere coronarunt . Id erat ex pam-pino , brajstca , iy lauro. Questa corona era di pampani per alludereal suo molto bere, e di cavoli, perché sono creduti un rimedio con-tro 1’ ubriachezza , e di lauro per la poesia.
Questa incoronazione non fu fatta dal Papa , ma la fecero, come dicelo stesso autore , sodales academ’ue . Baraballo poi era Gaetano, eperciò è detto anche l’Abate di Gaeta , ed era poeta volgare , e catti-vo , dicendo il medesimo Giovio , che faceva insulfijstmos versus abomni vocum , ac numerorum enormitate ridendos . Gli fu preparato iltrionfo in Campidoglio, ed egli si partì dal Vaticano montato sopraun elefante con nobili fornimenti, e il Papa stette a una finestra a ve-der-