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Tomo secondo.
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,, Giulio dipintore dicontro dee avere ducati 124. doro di camera ,

facciamoli buoni per conto delia tavola da altare dipinta da maestro,» Raffaello dUrbino, che si donò alla chiesa di s. Piero a M on torio di Roma, benché detta tavola costò ducati seicento cinquanta cin- que di camera .

II Giulio qui nominato è Giulio Pippi, detto Giulio Romano , chefu uno degli eredi di Raffaello.

* 4 gg- alla nota 1. in fine . Potrebbe essere, che il Giovannino, chepossiede il duca dOrleans, fosse quello, di cui parla il Bocchi a c. 129.delle Bellezze di Firenze , che possedeva il vescovo de Ricasoli , dicui scrive quanto appresso ;

'E un s. Giovannino dipinto a olio » che sembra di esser nel difer- to, ritratto dal proprio di Raffaello daUrbino .E fatta questa fi- gura con diligenza cosi svegliata, e con tanto studio , che oltra ogni stima simile al principale , hanno pensato alcuni non senza ragione ,

che sia il proprio di Raffaello . Perché Gio: Maria Benintendi pa- drone del quadro , che cortesemente al vescovo de Ricasoli 1 aveva accomodato, quando su chiamato per prendere il suo , comedie con accuratezza poneste mente, non potè discernere tuttavia qual fosse quel di Raffaello, se il vescovo , come gentil Signore , che era,

,, non avesse mostrato con certo indizio , qual era il proprio di Raf-,, sa elio, ed al padrone con signoril leanza non 1avesse reso; perché,, quanto egli sia bello , assai dee effer noto , posciachè similislìmo al proprio di Raffaello,conagevol modo poteva essere scambiato ,,. _

.Agg. infine alla nota . E tra i disegni del medesimo Crozat al n. 129.è registrato uno in grande della Trasfigurazione, dove parimente tuttele figure fon nude . Questo disegno é fatto in penna, e fu del Signor dePiles , e poi del Signor Montarsis , che ne facevano una grande stima .

V. 3. Qìiestepigramma è in una lettera di Celio Calcagnini a Jacopo P.IJJ.Zieglero.

N on abbiamo memoria, che Raffaello abbia lasciato scritto alcuno .

Solo si trovan citate cinque lettere , e quelle , che abbiamo di sicuro,son» riportate nelle Lettere pittoriche, come si può vere dall Indiceposto in fine del secondo tomo di esse . Attese qualche poco alla poesia,e dietro a un disegno di tre figure , che lenza fallo è di sua mano , eche fi trova nella Raccolta del Sig.Bruce,si legge la bozza del seguentesonetto sopra il suo innamoramento :

'On pensier dolce i rimembrare , e godo

Di quelV ajsalto , ma più provo il dannoDel partir ; cb'io reitai , come quei , eh' hannoIn mar perso la stella , se il ver' odo .

Or lingua di parlar discioglì il nodoM dir di quello inusitato inganno ,

Ch'tAmor mi fece per mio grave affanno ,

Ma lui più ne ringrazio , e lei ne lodo .

V ora sesia era , che l occaso un Sole

Mveva fatto , e l' altro scorse in loco*Atto più da far fatti , che parole .

Ma io restai pur vinto al mio gran foco ,

Che mi tormenta , che dove l' uom suoleDesiar di parlar , più riman fioco.

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