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V. 22. Il Vasari a c. 78. di questo tomo il. dice , che questa voltafu fatta fare da Lorenzo il magnifico padre di Leone, il quale dovettesolamente farvi aggiungere gli ornati di stucchi, e pittare .
^fgg * 11 * not. z. Danna lettera de’ 4. d’Aprile del 1758. scrittamidal Sign. Ignazio Hugsord intendo, che una simil Madonna , comequella descritta qui minutamente dal Vasari, su comprata dal Sig. Mar-chese Frescobaldi.
*Agg. infine della nota . Anche una copia ragionevole ne possedeva ilSig.Cardinal Valenti,ora è presto Mons.Luigi suo nipote cherico di Ca-mera, prelato erudito, e pieno di cortesia . Questa copia era di manodi Giuliano Bugiardini senza fallo , perché è tale , quale è descritta inquesto tomo il. a c. 618. dove è mutato il ritratto del cardinal de’Ros-fi in quello del cardinal Cibo .
Nella nota 2. per un’astrazione di mente , effetto dell' averla appli-cata ogni giorno a studj disparati tra loro, quanto il cielo della terra,ho attribuito alI’Armenini il Microcosmo , che é dello Scannelli, co-me F ho citato in tante altre note .
V. 2. Non so intendere , perché si sia tanto disputato , se Raffaelloingrandiste la sua maniera per aver veduta alla sfuggita , e di nascosoe per contrabbando la cappella del Bonarroti , e che lo stesso facesseA ndrea del Sarto per aver osservate le statue della cappella di s-Loren-zo mezze abbozzate, mentre lo stesso Vaiati dice, che amendue stu-diarono a lor agio, e disegnarono il famoso cartone del medesimo Bo-narroti , quando erano giovani, sul qual cartone v’ era da apprende-re molto più lo stile grande , e terribile di quel eccellente uomo ; es-sendo una storia cotanto grande , e d'una vasta composizione .
alla not. 3. Il Baldinucci nella prefazione ali’ arte d’intagliarein rame dice , che il rame del Cenacolo di s. Salvi è in guardaroba delGranduca .
V. i2. Veggasi Benedetto Varchi nella sua storia libro io. a c. 292.dove racconta , che i soldati , e i villani, che rovinarono la chieia ,e il convento di s. Salvi, quando giunsero a questo Cenacolo rimaseroimmobili per lo stupore , e fermatili ad ammirarlo, non ebbero cuored' alterarlo; e in questa maniera si salvò .
^îgg. ' in fine della nota . Al contrario il Sig. d’Argenuille neW^tbre-gé dela Vie des plus fameux peintres a c. 89. dà per certo , che Andreasia stato a Roma , ma anche egli sbaglia .
V. 28. 11 Barri nel suo Viaggio pittorico riferisce alcune altre ope-re d’Andrea del Sarto, come a c. io;, un Cristo , che porta la Croce,
e dice essere nel palazzo del duca di Parma . Fa anche memoria a_>
c. 106. d’un Salvatore mezza figura al naturale, e a c. 112. di due te-ste , che dice essere in Modena .
fi/fgg. alla not. 3. Del Sololmeo parla il Cestini nella sua Vita propriaa c. 91. Il Vasari lo nomina più a basso a 59;. benché nella stampa de’Giunti sia per errore chiamato più volte Tolosmeo E a c. 540. lo sa na-tivo di Settignano villaggio due miglia distante da Firenze per la par-te di Tramontana .
*Agg alla nota 2.C0L2.V.2. Il vero cognome di Teodoro era Cruger.
*Agg. infine della nota . Fu Andrea un pittore di prima grandez.za , e lo Scannelli > che lo loda meritamente, quanto si può mai nel ca-
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