Band 
Tomo secondo.
Seite
32
JPEG-Download
 

Z2

premj , e di lode del loro artefice, chiedeva egli il consiglio del Francia , a cui unicamente voleva aderire, lasciava luogo, o oc- casione di mostrare la gratitudine dell' animo suo verso di tanto benefattore, fino a dichiararsi pubblicamente sotto alcuno de'suoi migliori quadri per scolaro del Francia , a fine che la lode ridon- dalle eziandio in onore del suo maestro ; e ciò fi vide nel ritratto al naturale comandatogli da Giovanni Bentivoglio Signore di Bolo-,, gna, (uo gran Padrone, sotto del qual e stava scritto : Laurentìus Co- fta Francia difcipulus , stimando dovuto al maestro tutto 1 applauso , che poteva ricavare dalle sue operazioni, il quale era grande,,, merceché adempiva tanto a perfezione ciò , che poteva dar 1 ar- te, che poteva dirli, non dirò il migliore , perché nonio consen- tira il Malvasia, quantunque il Vasari lo dichiari per tale; ma uno de più pregievoli di quel tempo , cui non mancò mai cre- dito , fortuna , protezione di cavalieri e di Principi . Già di- cemmo del ritratto di Giovanni Bentivoglio: ora sappiasi, che questo Signore di Bologna non si acchetò in questa sol opera del Costa; ma volle dal di lui pennello colorita in s. Jacopo maggiore la cappella di sua cala, la quale fu diligentemente istoriata , rappre- tentandovi da una parte il Bentivoglio con la moglie , e figli, eh,, erano quattro maschi , e sette femmine , tutti disposti sotto d un immagine di Maria Vergine con questi versi :

Me putriam , isn dulces , cara cum coniuge , natosCommendo precibus , Virgo beata , tuis .mccccLxxxviii. Laurentìus Coffa faeiebat .

Sonovi in oltre varj trionfi , e archi da lui dipinti , de quali ne vien data esatta contezza con gran lode dal Vasari, insieme ac- centrando la storia della Giuditta da esso dipinta nel palagio Benti- voglio, oltre le altre pitture innumerabili , che colà fece a con- coerenza d altri pittori , delle quali più non apparisce vestigio per la ruina di detto palagio . II desiderio d avere alcuna di lui ope-,, ra lo fece chiamare da gran Signore a Ravenna , dove nella chiesa di s. Domenico colori a olio una tavola per la cappella di s. Se- basljano, e a fresco alcune cose , che sempre più accreditarono la sua virtù .

Ritornato poscia a Bologna, e trovato il Francia impiegato ad,, esseguire con tutta sollecitudine la tavola dell altare maggiore della chiesa della Misericordia fuori di porta Gastiglione, fi pose con tutta 1 amorevolezza figliale a servirlo; e il maestro , cui era noto il valore di Lorenzo , così che ben poteva fidarsene , per più prontamente uscire dallopera, gli assegnò lu il suo disegno lador- namento di sotto , copioso di ben cinquanta figure rappresentanti3 , F adorazione deMagi, tanto bene studiata , che in oggi viene ripu-,, tata di molta stima dai professori . Pure , perché il Francia temet- te , che la gran velocità, con cui sera da essi operato! per impe-li gno forse d altr opra maggiore ) aveste lasciato cadere qualche difetto; per iscusa damendue, volle scriverci a lettere nere in,, campo doro : TiBorum cura opus menjtbus duobus consummatum .

Ma la sua virtù già divulgata in più luoghi cagionò a lui gran

rana-