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Lodovico Malino.
„ Molti discepoli ebbe Lorenzo, tanto in Bologna, quanto in,, Mantova . Il diligentissimo , e non men virtuoso P. M. Gio. Pelle-„ grino Orlandi Bolognese , coq, tutta stima da me nominato , nel„ tuo Abecedario pittorico ne sa la numerata di ben ventiquattro di„ varie nazioni ( Orlandi ^Abec. in Lorenxp Candolfi)e il conte Malva-„ sta ( P. z. c. 60. ) attesta d’ aver trovato , che andassero fino al nu-„ mero di dugento venti ; fra di questi però riuscirono a lui molto,, cari, e affezionati li Ferraresi , i quali furono Lodovico Malino ,„ o Mazzolino, Ercole Grandi , e li Dossi, de' quali a suo luogo„ st darà compiuta notizia, dapoi che qui brevemente si sia fatta„ memoria del primo , come quello, che non sopravvisse al maestro,„ uè da per se fece scuola veruna .
,, Fu dunque Lodovico Marzolino , detto da alcuni Malino, uno„ delti scolari non dispregievoli del Costa , del quale , come di uomo„ di qualche eccellenza , vien fatta menzione da più d’uno autore ;„ e comecché l’arte del dipingere in que tempi aveva necessità,, d’ essere ridotta a meglior stato, studiò questi di raddolcire Io sti-,, le, e d’imitare con 1’ arte più da vicino la Natura, eh’è sempre„ la stessa , fixa , & mutati nescia ; ond’ è , che le opere di questo,, artefice iì vedono adorne di una grazia , e d’ uno spirito , che in„ pochi altri maestri antecedentemente scorgevasi .
„ Toltosi dalla cala paterna , dove viveva onorata e comodamente„ per essere di schiatta civile , portosi! con il genio d’esser pittore a,, Bologna nella scuola del Costa suo compatriota. Studiò e s’ ap-„ profittò in breve tempo, ma fin a tantoché stette sotto la discipli-„ na del maestro,non ardì mutar stile , nè modo di colorire . Separatosi,, poi per un accidente amoroso , che lo gettò in discordia con i con-„ discepoli, diedesi ad un più libero e svelto modo d’ operare , e per„ la novità riuscì gradevole e applaudito . Questo dissapore con il„ compagno provenne dalT aver egli al vivo con tutto lo spirito , co.„ meche amore lo infiammava , colorito il ritratto della sua amata„ donna , e innocentemente partecipatolo a più d’ un rivale . In que-„ Ilo modo di fare aveva egli una particolare eccellenza, talmente che„ dal Lomazzo viene accompagnato al Palma , al Tintoretto , a Raf-„ saetto, a Giorgione , al Durerò, e ad altri, che nel ritrarre le loro», amate fono stati mirabili.
», La miglior opera , che facesse su quei principi su una tavola,„ La quale e nella chiesa di s. Francesco di Bologna in una cappella vi-„ cina alla porta principale , nella quale espresse la diiputa avuta da„ Gesù Cristo di dodici anni nel tempio con li dottori dell’antica„ Legge ; la qual tavola fu ristorata altre volte dal Cesi , ed è marca-„ ta col nome proprio di chi la fece , leggendovisi mdxxiui ZENAR.„ lvdovicvs mazzolin vs ferrariensis , cui egli dopo aggiunse„ alcuni altri quadretti al disotto.
„ In quella città non ho notizia, che si vegga in pubblica altra„ fatica del suo pennello , e ciò avvenne sorse dalla sua breve di-,, mora colà fatta, per essersi ne’suoi anni ancor freschi ritirato in„ Ferrara , dove altra opera pubblica non si distingue per sua , che,, una tavola , lontana anco dagli occhi de’ r ^guardanti , nella chiesa„ de’ monaci Cisterciensi , detti da noi di s. Bando , fuori un miglio
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