,, dalla città , su la quale colorì, In molte figure , la natività di no-„ stro Signore Gesù Cristo . ( Guariti. libr. 6 . c. 400. ) oggidì confer-ii vaia nelle stanze abbaziali, trovandosi nell’ archivio di detta badia„ la spesa fatta per elsa come dal Borsetti ( Gymn.Ferr. libr .5.) si vede.
,i Appresto de’ particolari peravventura potrebbe trovarsi alcun„ altro testimonio del suo operare j ma per riuscire asti dilettanti„ la maniera di questo artefice quasi incognita , per la scarsezza dell',i opere pubbliche , non può darsene giusta contezza . So bensì, che
nella celebre raccolta del fu Roberto Canonici, nobile Ferrarese„ ( la quale in più luoghi sarà da me in questo libro mentovata ) si„ annoveravano due opere sue di molta estimazione, accennate nel„ testamento di detto Roberto ( c. 34. 40. ) che va per le mani de’„ dilettanti stampato in Ferrara nell’ an. 1632. : nel qual testamento,, si legge l’inventario di quella celebre galleria di pitture , e d’al-„ tre cole rarissime, di cui ne fece un deplorabile eccidio il fuoco„ per l’incendio accaduto in quelle stanze stanno 1638. nel giorno,, sestodecimo di Marzo , siccome io più diffusamente deferisti nella„ mia Storia Ferrarese ( Barujfald. Istoriaci Ferrara l: 3. c. 131.)
,, Pervenuto Lodovico ali' età di 49. anni lasciò dì vivere circa,, stanno 1530. e ottenne sepoltura nella chiesa antica di s. Spirito„ di Ferrara , nell’ avello de’ suoi maggiori, lasciando dopo di se una„ numerosa serie di figli in tenera età : ( Guariti, libr. c. 35 t. )
ERCOLE GRANDI.
„ Dalla Vita di questo pittore, detto anche Ercole da Ferrara, do-„ vrebbesi apprendere un profittevole insegnamento , di cui tanto ,,, non men nelle scuole della pittura , quanto d’ ogni altra scienza ,„ ci è di mestieri. 1 E questa la gratitudine dovuta asti benefattori,,, della quale chi è privo , può giustamente appellarsi colmo d’ogni„ malizia.
„ Tale non su già Ercole Grandi nato da Giulio Cesare nell’ anno„ di nostra salute 1491. in Ferrara , di stirpe illustre , che nella per-ii sona di Giulio suo figlio fu onorata del vescovado d'Anglona ,„ città del regno di Napoli ( Libanor. T.i. c. 80. ) Rimasto egli orfa-,, no negli anni più giovenili, e avendo fino dalla tua prima fanciul-,, le zza mostrata ardente inclinazione al dipingere , per coltivare„ in tal guisa il suo nobil genio , s’ adagiò lòtto la maestrevole di-„ sciplina di Lorenzo Costa suo paesano , e pittore primario in que’,, tempi, di cui abbiam già parlato ; e comecché egli era dotato di,, grande spirito , e di non minor talento , guari non andò, che ap-„ prese oltre il buon gusto del disegno , il buon impasto eziandio del,, colorito ; onde avenne, che superando nell’ arte il maestro, acquistò,, credito grande anco prima della morte di quello ( Borgbini 340 .Sca-„ rani l.2. 19. 271.) laonde era chiamato sovente solo ad intraprende-„ re molti lavori. Ma Ercole , che piuttosto bramava di vivere in,, mediocre fortuna, ed in credito non trascendente, che mai ab-,, bandonare con ingrata baldanza il maestro , non potè mai in verun„ tempo mostrar tanto.di cuore di distaccarsene , tanto compiacevasi„ di poter recar sollievo alle fatiche del maestro , servendolo ed aju-,» tandolo come figlio. „ Pri-