Z7
„ Prima d’inoltrarmi ad esporre alcuno suo lavoro , mi giova qui„ riportare un testo della Biblioteca Bolognese addotto dal conte„ Malvasia, per mezzo del quale viene posta in dubbio la cittadi-„ nanza Ferrarese di questo nostro Ercole , in occasione di menzio-,, nare li due Ercoli da Bologna , intorno a’quali cosi fu scritto : Her-,, cules unta & alter,piBores ambo, Bononienfes cives Ì ÌS' in arte ad-„ mirandi , cum a duriori antiquitate non parum recejjerint , delicata,, effgiabant corpora , non agrejiia , durave , velati Japheto fata , un de,, lAcbillìnus in Viridarìo : // doppio Ercole , e seguon più gentili &c.,, { Felfnapittric.p. i. c. zz. )
,, E perché questa asserzione delli due Ercoli non conchiude gran„ fatto ali’ esclusione del nostro, soggiunge : Videatur Leand. Mlb .„ in defcr.Ital. p. i;6. & an Hercules diflus communiter de Ferrarla„ fuerit unus exipfis duobus, nec ne , de qua re valde ambigo ÌS'c. Fat-„ tomi quindi a veder ciò , che ne feriva 1 ’ Alberti nel luogo citato ,,, scopro un evidentissimo sbaglio, dicendo questi, in proposito di,, far il novero de’ dipintori Bolognesi , che vi fu Ercole , h cui„ opere veggonfi nella cappella de' Carganetti nella chiesa di s. Tietro„ ( Alberti in Bologna ). Dal che ne risulta, che li due Ercoli del-„ la Biblioteca o sieno Bolognesi amendue , o debba intendersi d’ un„ solo, e P altro sia il Ferrarese, se dubitando P autor di quella,„ o rimettendosi a ciò , che trovasi detto da fr. Leandro , evidente-„ mente si scuopre 1 * errore dello Scrittore , che volle ascriverlo„ fra li Bolognesi, chiaramente sapendosi , che quell’ Ercole , da cui„ restò dipinta la cappella Garganelli in s. Pietro, fu Ferrarese ,e„ non Bolognese per testimonianza del Borghini, del Vasari, e di„ chiunque ha scritto delle pitture conservate in Bologna . Ma di ciò,, sia detto bastevolmente per conciliare i sovraccennati Scrittori.„ ( Borghini ibid. Vafar. V. 2. Scandi, c. 272. e altri ).
„ Ercole adunque per dimostrare al Mondo , che voleva mettere„ in pratica , di che tanto palesemente vantavasi , si pose con Loren-„ zo Costa suo maestro , che se ne compiacque , a dipingere nella cap-„ pesta Griffoni in s. Petronio la tavola di s. Vincenzio , e sotto,, desta medesima , nella base , o peduccio di detto altare , colorì da„ per se solo molte stupende figurine così ben fatte , e con bella , e„ buona maniera , che per la fatica , e diligenza da esso impiegate-„ vi, meritano maggiore osservazione di quelle, che stanno tu la„ tavola esposte . ( Bianco 'Hegri 25. Mas ni c. 11. )
,, Avenne in que’ giorni, come altrove dicemmo , la tanto sfor-,, zata partenza del Costa dalla città di Bologna a quella di Mantova.,, Non vi ha dubbio,che Ercole era in issato di correr seco la medesi-„ ma sorte , e di già s’ era accinto a voler partirsi con esso lui ; ma„ il maestro , cui molto caleva della riputazione del Grandi, veden-„ dolo ingolfato , e impegnato in varj lavori, tutti intrapresi , e nes-„ sono ancora terminato ( secondo l’ulo di tai professori ) fece grande„ ostacolo a questa risoluzione . Varj furono i contrasti, ma il più,, valevol mezzo per arrestarlo su l’impegnarlo a terminare in s.Pie-,, frodi dipingere la cappella Garganelli, incominciata da Lorenzo,„ e venne in questa guisa a fermarlo con Punico motivo di mantenere,, la gloria di chi avevagli insegnata l’arte.
«