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Tomo secondo.
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Rimasto Ercole în Bologna , e continuato 1 accordo con il pa- drone di quella cappella, il quale consisteva in quattro ducaci al mese, le spese per lui, e per un suo garzone , con tutti li co- lori , che per l'opera facevano di mestieri , acchetossi a compi-li re la già intrapresa fatica , istoriando quel luogo con gli avve* nimenti della passione del Redentore ( Scannelli 272. ) Per 1 ec- cellenza , con cui egli ne riuscì , comedi era dotato di gran spirito, di sodo fondamento , e di capriccioso sapere , mente- rebbero tutte le cose colà espresse d essere distintamente esposte ; ma questa è già stata fatica di Giorgio Vasari p. 2. da cui su dato esattissimo conto di tutta quella fatica , esponendo il tumulto de Giudei concorsi allo spettacolo della crocifissione , e in essi una diversità di teste cosi bene espresse , che generano stupore, ve- dendosi in quelle, oltre la varia idea , i varj effetti di dolore , e di compassione, ed in altri di allegrezza , e di piacimento , cercan-,, do sempre dimitare la verità, talché il dipinto non è men che il vero.

In un altra parte della cappella colorì il felice transito di Maria Vergine al cielo, circondata dagli Apostoli in bellissime attitudi-,, ni disposti , e esprimenti nel volto la doglia interna , dipingendovi sei persone ritratte al naturale , tanto vive , e parlanti , che ben die a vedere aver egli un finissimo intelletto, e affaticarsi volon- tieri a fine di perfezionare i lavori,

Nella medesima opera si compiacque di unire il proprio ritratto insieme con quello di Domenico (-arganelli padrone della cappella, il quale per l'amore , che portava ad Ercole , che gli aveva ridot- to presso al fine beli opera, meglio eziandio che non avrebbe,, fatto il Costa , donogli il premio di mille lire Bolognesi .

Ma chi avria mai creduto , che fatiche belle , e di tanto studio dovessero soggiacere ali invidiosa lima del tempo . Dopo molt an-,, ni finalmente non vi rimasero che pochi Laceri avanti delle co - se belle ( Mentiti- Eleg. 2. )

E se non che la pietà virtuosa del marchese Senatore Tanari, cui (piaceva lo smarrimento di beli opere , fece segare que mu- ri, e li trasportò nel suo palagio di Galiera , più memoria alcuna di loro non rimarrebbe . ( Superbi c. 122. )

,, Dicesi, che da Ercole si impiegasse in quest* opere non minor tempo di dodici anni ; lette in condurle a fresco, e cinque in ritoc-,, carie a secco . Ben è però vero ,che non volendosi egli lasciar fuggi- re loccalione di guadagnar riputazione e denaro altrove,nello stesso,, tempo prendevasi libertà di fare altre operazioni in altri luoghi ; e particolarmente sappiamo, che dipinse alialtar maggiore di s. Gio: in monte, sotto al tabernacolo nella parte deretana , alcune piccole figure della misura d un palmo , le quali dimostrano la passione del,, Redentore , dinvenzione copiosa , capricciosa, e bella, così che per 1 estimazione , in cui sono tenute , sono state dalli professori intagliate a bulino in rame ; e ora sono trasportate nella sagrestia.

Si fece lecito inoltre di passare per qualche mese ad altre città ,,, dove era chiamato. In Cesena ingegnosamente colorì, nella chie- sa di s. Agostino alla cappella di s. Sebastiano , alcune storie con figure spiritose, e taglie a maggior segno . Portossi eziandio a Ra-ri ven-