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Tomo secondo.
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venna , dove per la chiesa vecchia di Porto, fuori della città , fece una tavola con sopra la beata Vergine in trono , s. Agostino, e e il B. Pietro Onesti, primo priore, padre e fondatore degli antichi canonici Portuensi , dalla cui effigie fi può chiaramente scorgere qual toste 1 abito di detti canonici. Fu questa tavola poi traspor-tata nella chiesa nuova di s. Maria in Porto nel presbiterio a manosinistra, dove pur oggi si vede. ( Fabr't Ravenna ricercata c. 138. ). Piacqueli di rivedere la sua patria più volte , dove finalmente giunse a prender in moglie la Lorenza Manardi, da lui poi condotta,, a Bologna . Con 1 occasione di questi suoi varj viaggi a Ferrara gli,, collocarono in mano diverse commistioni, e fece varie opere , le quali per la loro bellezza furono in maggior parte levate , e tra-,, spoetate a Roma nella devoluzione di questo Stato al governo di santa Chiesa,accaduta Pan.1598.Tal ventura sortala. tavola già espo-sta in questa chiesa di s. Domenico , rappresentante G. C. morto inbraccio alla Madre con le Marie e s. Giovanni ; una copia della qua-le ora è ne chiostri del detto convento ( Guariti, c. 89. ) rimanendodestrutta un'altra sua opera colorita su P muro in detta chiesa alP altare di Maria vergine di Loreto , da cui mostravasi Cristo risorto liberare li santi Padri dal Limbo .

,, Della stessa maniera evvi una tavola assai maggiore nel colle-,, gio de PP. della Compagnia di Gesù , la quale da prima era in chie- fa , con sopra colorito Cristo deposto di croce , s. Maria Maddale- na , s. Caterina martire e altri fanti tutti riserbati, con qualche privilegio , dalle ruine del tempo.

Ma poco sarebbe , se solamente in luoghi pubblici , e facili da,, visitarsi , si trovassero le opere d' Ercole . Vanno anche intorno per,, le gallerie dePrincipi, ed hassene la stima eguale al loro merito. Così sappiamo, che il serenissimo di Modena conserva nel suo pala-gio di Sassuolo alcune storie Romane da Ercole così bene rappre-sentate , che muovono meraviglia. Tutte codeste opere non purtanto gP impedirono , che ritornando a Bologna non andasse per-fezionando il suo lavoro nella già esposta cappella de Garganelli ins. Pietro . L opera poteva dirsi compiuta, per quello che appar-tiene ali' averla dipinta , ma restava ancora in qualche luogo quelnon lo che , di cui va in traccia chiunque vuol perfezionare a pun-tino alcuna impresa . Ritoccare , aggiunger lume, accordare, con-tornare, e tante altre cose, di cui non ben anco era pago, facevano,

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che di giorno in giorno egli si trovasse su lopera. Non occorre per-ciò mettere in dubbio , le la curiosità di veder ricoperti que muri stimolasse alcuno adispiarne P esito , e movesse P invidia degli emo- li, di cui questo non meno che altri più nobili studj non vanno im- munì . Aggiungasi, che Ercole di sua natura amava la ritiratez- za, e la solitudine, schisando d esser veduto a lavorare, seppur,, era possibile, fino dall aria stessa ; dapoichè non aveva più il Costa,, suo maestro , di cui unicamente fidavasi . Finita un la giornata,,, abbandonando 1 opera , uscì di chiesti, credendo di laudarla vota,, di gente ; ma non fu così, imperocché di già occultamente v era-,, no stati introdotti professori di pittura .Questi dopo uscito il Gran-,, di, non avendo alcuno , che contrastasse al loro disegno, diedero