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Tomo secondo.
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effetto alla loro abominevole intensione, rubando tutti li carto-li ni, e disegni migliori, di cui Ercole aveva carica 1 armatura j,, tanto spiaceva loro 1 avanzamento , e la stima , eh era per accre- scersi questo insigne artefice con il visitare spesso, e ricercare quell opera. Sdegnatosi ragionevolmente di questo vituperevole,, aftronto il Grandi, comecché era d animo pacato e tranquillo , non volle già in conto veruno prendersi vendetta contro degli osi.,, sensori, de quali ben prestamente venne in chiarezza . Faceva egli più conto del grado di stima , in cui era salito, che di qualsi- voglia calunnia , o insidia orditagli dagli emuli ; e perciò nel gior- no dopo , data 1 ultima mano , e fatta 1 ultima ricerca sul lavoro ,,, consegnollo a chi glielo aveva comandato , ricevendone la stabilita,, ricompensa . Dipoi avvisatane la sua famiglia, improvvisamente con essa levoslì dai Bologna , per togliere ogni occasione agli invidio- si di morderla almeno su gli occhi suoi, non potendosi promettere,, di tempre tranquillamente soffrire 1 altrui livore , che si deve, per quanto si può sfuggire , non per cagione del danno , ma per la con- tinua molestia, che apporta , onde Catone ci lasciò scritto : Invidiam nimio cultu vitare momento ; Qua fi non ladit , tamen banc sufserre moleftum est: ( de Vraceptis vita communis libr. 2. ». 14. ) Portan- dosi per tanto a Ferrara con la famiglia , e seco conducendo il du- ca Tagliapietra , scultore molto nominato, che poi lavorò molte cote per gli Principi Estensi ( Vasari ibid. ) non gli mancò,dove im- piegare il suo ingegno , dipingendo , e rendendosi immortale nella memoria degli uomini. Fintantoché, dopo aver condotta la vita senza alcuna sorta di malattia , affalito improvvisamente dalla goc- dola , cagionatagli dal soverchio bere , fu involato dal numero demortali Panno dell umana salute 1531. quarantesimo delletà sua , poco dopo la morte del suo maestro ; quantunque altri autori lo veglino morto , non so con qual fondamento , molti anni pri- ma. ( Orlandi lAbec. 144. Guarin. 127. ) Ma dall epitaffio, eh' era collocato al di lui monumento nella chiesa di s. Domenico, dov egli ottenne con universale spiacimento d esser sepolto, chiara- mente si scopre , quanto ho di sopra accennato, essendo queste le precise parole :

,, Sepulcrum egregii viri Herculis Grandi pieloris de Ferraria , qui obiit de mense fillio quadragenarius anno mcccccxxxi. cujus ani-,, ma requiescat in pace.Laurentia Manarda uxor fideHJJìma , ipfulius filius obsequentiff. cmn lacrimis VT. CC. eodem anno .

Herculis beu quantum doluerunt morte colores .

En tibi prò rubro pallor in ore jacet .

Nota . Il T. Orlandi lo ha registrato sotto il nome d Ercole da Fer-rara , e pone la sua morte nel 1480. con un errore di 51. anni .

,, Non abbiamo memoria daltro suo discepolo, o vogliam dire creato ( Vasari ibid. Malvasìa T. 2. 145. ) che di Guido Bolognese,* rapportato da varj Scrittori, sul quale muove gran controversia il,, Malvasia contro 1 asserzione del jVasari, la di cui questione non cadendo a frutto del mio scrivere , laido indecisa.

Rapporterò qui solo per ultimo un sonetto del nostro antico

poe-