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Pag. 33 ^.5. Il Dolce nel suo Dialogo a cart. 276. dice , che il Parmigia-
nino su incolpato a torto d’ attendere ali' alchimia , e cita per testi-monio Batista da Parma suo creato, scultore eccellente .
<Agg. alla nota r. La critica del Lomazzo è superflua, avendo ilParmigiano scelto per dipingere quasi sempre soggetti, quali gli pro-pone il detto Lomazzo .
P.336. La tavola dell’altar maggiore di s. Francesco non rappresen-
ta la favolosa cacciata di Giovacchino dal tempio , come dice il Vasari,ma bensì lo sposalizio di s. Caterina, ed è tutta affatto fu lo stile delCoreggio .
V, 11. La tavola, che è in s. Sepolcro , Rappresenta la santissimaVergine col bambino , e s. Giovannino , e molti Angioli. Ella è a di-rimpetto a una del Coreggio , e benché le resti inferiore , tuttaviasi guarda con piacere .
AC 12. S. Giovanni Evangelista di Parma non è una chiesa di mo-nache , ma bensì di monaci Benedettini, onde andava qui correttoil Vasari, come anche sei versi dopo, dove nomina il refettorio diqueste donne , dovendo dire di quegli monaci . Qui addietro a cart. 328.ha detto bene, che s.Gio. Evangelista era luogo de' monaci neri ,mabisogna , che anche li avesse attribuito questo monastero alle mo-nache , e che avvertito dell’ errore lo correggesse lì , e non qui.
V. zi. Nel duomo di Mantova ora non è questa tavola .
•P’ 337 - alla nota 1. Francesco Cacciani mici lavorò in Francia col Pri-
maticcio, come dice il Vasari qui addietro a cart. 302. e non ha chefar cosa alcuna con Vincenzio , di cui abbiamo una stampa, che rap-presenta Diana co’ suoi cani, ricavata da un disegno fatto sul gusto delParmigianino .
alla nota 2. Ho preso errore in dire, che il Vasari attribui-sce a Francesco la tavola di s. Petronio .
VITA DI JACOPO PALMA-
P-339-
xAgg. al -T L Vasari a cart. 501. del 1. tomo lo sa scolare dello Scar-la nota X paccia, ed anch’ egli dice ivi a c. 507. che il Mansuetidipinse varj quadri in questa scuola , e ne descrive i soggetti.
VITA DI FRA GIOCONDO.
P-37I-
P.383.
f'.i2."|~'Uvvi anche un Gio. Battista Moroni d’Albino , luogo pocheX 1 miglia distante da Bergamo , pittore eccellente , special-mente in ritratti, uno de’ quali è nel palazzo Borghese , quasi sco-nosciuto , ma fattomi avvertire dal signor Conte Lodovico Carraragentiluomo Bergamasco, quant’altri mai eruditissimo in materia djpittura , e nella storia della medesima .
V. 7. Francesco Murone, così chiamato dal Vasari, è lo stesso, cheFrancesco Moroni figliuolo di Domenico ; questi nominato sopra -ac. 371. e 1’ altro a c. 372.
VI-