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Tomo secondo.
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VITA DI BACCIO D AGNOLO.

K.ž.TL P. Richa tom. i. a c. 80. attribuisce a Laccio d Agnolo il Pâg. 384 * ,X disegno della chiesa di s. Giuseppe de PP. Minimi, e a c. 142.-gli attribuisce un Cristo di legno , che è in s. Piero , ma si crede diLaccio da Montelupo, il quale era scultore di professione , del qualCrocifisso sa menzione il Vasari tom. 2. a c. 180. nella Vita del Mon-telupo .

VITA DI VALERIO VICENTINO.

Domenico Compagni,detto de'Cammei si vegga il ni. to-I / mo delle lettere pittoriche num. cliii. &c. ed il signorMariette nella storia degl intagliatori di pietre dure .

V. 18. Il cardinale de Medici qui accennato, è il cardinale Ipolito.xAgg. alla nota 4. Con questa spiegazione vera , e naturale si difen-de il sig. Mariette da ciò, che gli oppone il signor canonico Giu-lianelli .

V. 31. Di questo Fagiuoli fa menzione il Vasari poco addietro acart. 332.

VITA DI MARCANTONIO FALTRI

I.T AVita di questo Gherardo si può vedere nel tomo 1 a car-te 423.

V . 37. "meliate , cioè lavorata di niello ; che cosa poi sia questo la-voro , e come si faccia , si può vedere nell Introduzione a questOpe-ra, in fronte a! tomo I. a c. lxii. cap. 33.

*Agg- alla not. 2. Le stampe in rame dAlberto Duro si dice comu-nemente essere cento dieci, e di quelle in legno non è stato fatto ilcomputo.

V . 32. Luca d Olanda fu figliuolo di Ugo Jacopi bravo pittore .Nacque in Leida nel 1495. D'anniy. cominciò ad intagliare in rame .Morì giovane d anni 39. e su creduto di veleno . Vedi il Baldinuccidecenn. 1. sec. 4. a car. 177. eilSandrart, che ne parla lungamentelibr. 3. p. 2. n. 41. a c. 228.

V. i.Questi due tondi furono fatti per dipignere nelle vetriate .

*Agg. alla not. 2. La carta di Marcantonio con le fole tre Dee nude,fatte per istudio della stampa grande del giudizio di Paride , è nella»Raccolta della libreria Corsini.

alla not. 3. Il disegno della strage degli Innocenti era in mano"del cardinal d Elle .

~ 4 gg. alla not. 2. Questa stampa d Enea intagliata da Marcantonio sitrova nella libreria Corsini in uno de gran tomi di Marcantonio.

V. io. In una antica postilla ms. posta qui dove il Vasari comincia aparlare di Marco da Ravenna ,e di Agostino Veneziano, trovo quan-to appresso :

Dalla cena del Signore , e dalla Galatea si vede chiaramente , che3, la tabella non è di Marcantonio , come si è tenuto sino adesso , ma

dev

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