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Tomo terzo.
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Vita di Girolamo da Carpi. 29

Longobardi, e tutto pieno di sculture , e pitture di maniera Greca,con una tribuna tonda assai grande , ma non bene intesa , quanto aliarchitettura ; il qual tempio su poi al tempo di Bramantino rifatto ^ m rJ er ^* d*col suo disegno con un portico di pietra da un de lati, e con colonne e d" '

a tron-

nefi, se non che fu fondata da quelsanto Dottore , e che il porticodell'a trio fu fabbricato da Ansbertoarcivescovo di quella città , chefiori nel ix. secolo , ed ellendo ri-dotto in cattivissimo fiato, fu re-staurato da Federigo Borromeo pa-rente di s. Carlo piissimo, e dott idi-llio arcivescovo , e suo successore,e ne fece il disegno Francesco Bec-chini . 1 ! Latuada nella descrizionedi Milano tom. 4. a c. 269. non diceparola di quefi<Jri;*H£nnento men-zionato dal Vaiar: in questo luogo,ma il risarcimento fatto dal cardi-nal Federigo non può essere quellomentovato qui dal Vasari, il qualemorì avanti a questo arcivelcovo,e meno il medesimo portico.Quello dunque fatto di colonne atronconi dalberi , è de padri Ci-stercienlì, che hanno il monaste-ro da una parte laterale della_,

detta basilica. Vero è, che poi Rin-contra un' altra difficoltà , ed è ,che questo portico non fu fatto coldisegno di Bramantino, come diceil V asari , ma bensì di Bramante,come si ha autenticamente da unamemoria tratta dall archivio de si-gnori Canonici, mandata già al fuT. Resta dell Oratorio di Roma dalsig. canonico Domenico Madernoarchivista, in cui si legge, che a19.di Settembre del 1492-venne stillinofìg. Lodovico Sforza , che è Lodo-vico il Moro , nel cortile della Ca-nonica , e in presenza del Capitoloordinò , che magiflro Bramante de-signasse , iy> ingtniajse quella Canoni-ca^commo par iva a luye,e luye fece ildesegno . Un altro errore del Vasaricredo, che sia nella Vita di Pietrodella Francesca a c. 305. del tom. 1.

dove sa menzione di Bramante daMilano , e di Bramantino , come didue pittori . Io non P ho quivi no-tato , avendo più volte protestatodi non volere esaminare quel chedistoria , e di cronologia si contie-ne in queste Vite , nelle quali colèil Vasari ha presi dell: sbagli, nonsi essendo mesto in pena di farne ilriscontro , ma scrivendo quello, chegli suggeriva la memoria , e aggiu-gnendo le notizie , che gli veniva-no di mano in mano , e inserendole*dove gli tornava più in acconciocome so io appunto in queste note -Dice pertanto , che Bramante daMilano dipinse nelle camere del Pa-pa sotto Niccolò V. , e poco appres-so , che Papa Giulio II. fece getta-re a terra alcune pitture , che ave-va dipinte Bramantino pittore eccel-lente de'tempi suoi . Dal che mi par-ve , che Bramantino fosse più anti-co di Bramante da Milano , benchénon si vegga chiaro . Ho poi tro-vato da strumenti autentici , cheBramantino fece un quadro per liCisterciensi nel 15x3. , e maritò unafiglia nel 1536. , sicché non può et-lère quel che dice il Vaiar i, e lA-becedario , dove parla di Bartolom-meo Bramantino, cioè che Braman-te Lazzari imparasse da lui , essendoquesti nato nel 1444. Onde si vede ,che in tutti questi Autori ci è dellaconfusione . Attenendosi al più an-tico , che è il nostro Vasari, egli,nella detta Vita di Pietro della»Issaticela , è certo, che distingueBramante da Bramantino . Postoquesto mi pare, che tutta la con-fusione sia nata dal prendere Bra-mante, nominato prima, per Bra-mante Lazzari Urbinate - Ma mi

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