Sepolcro fusto dalTrate per se , e per ivirtuosi ,
Xreuone della Com-pagnia del disegno »
tor> Quarta Partè.
tesse a servire sua Eccellenza illustrissima per fare in servigio di quel.la non cose prosane, ma alcun’ opera sacra, avendo tutto volto l'ani.mo al servigio dì Dio , e de’suoi Santi. Finalmente dunque , essen-do tornato a Fiorenza l’anno 1561. se n’ andò con maestro Zaccheriaa Pisa , dove erano il sig. Duca s e il Cardinale , per fare a loro il-lustrissime signorie riverenza ; da’ quali Signori essendo stato beni-gnamente ricevuto, e carezzato, e dettogli dal Duca , che nel suoritorno a Fiorenza, gli sarebbe dato a fare un’ opera d’importanza ,se ne tornò . Avendo poi ottenuto col mezzo di maestro Zaccheria ,licenza da i suoi frati della Nunziata di potere ciò fare , fece nel ca-pitolo di quel convento , dove molto innanzi aveùa fatto il Moisè , efan Paolo di stucchi, come s’ è detto disopra ; una molto bella sepol-tura in mezzo per se, e per tutti gli uomini dell’ arte del disegno ,pittori, scultori, e architettori, che non avessimo proprio luogo ,dove essere sotterrati ; con animo di lasciare, come fece, per contrat-to , che que’ frati , per i beni, che lascerebbe loro , fossero obbliga-ti dir mesta alcuni giorni di festa , e feriali in detto capitolo : e checiascun’anno il giorno della santissima Trinità si facesse festa solen-nissima , e il giorno seguente un ufficio di morti per 1’ anime di co-loro , che in quel luogo fossero stati sotterrati .
Questo suo disegno adunque, avendo esso fra Giovann’ Agnolo,e maestro Zaccheria scoperto a Giorgio Vasari , che era loro amicissi-mo, ed insieme avendo discorso sopra le cose della Compagnia deldisegno, che al tempo di Ciotto era stata creata 1 , ed aveva lesue stanze avute in s. Maria Nuova di Fiorenza , come ne appare me-moria ancor’oggi ali’altar maggiore dello spedale , dal detto tem-po insino a' nostri ; pensarono con questa occasione di ravviarla, erimetterla su, 2 .
E perché era la detta Compagnia dall’altar maggiore sopraddettostata traportata ( come si dirà 2 nella vita di Jacopo di Casentino }sotto le volte del medesimo spedale in sul canto della via della Per-gola : e di lì poi era stata ultimamente levata, e tolta loro da donIsidoro Montaguti spedalingo di quel luogo ; ella si era quali del tut-to dismessa , e più non si ragunava • Avendo, dico, il Frate , maestroZaccheria , e Giorgio discorso sopra lo stato di detta Compagnialungamente , poiché il Frate ebbe parlato di ciò col Bronzino , Fran-cesco Sangallo, Amannato, Vincenzio de’ Rossi, Michel di Ridosso 5 ,ed altri molti scultori, e pittori de’ primi, e manifestato loro l’anî-ino suo ; venuta la mattina della santissima Trinità , furono tutti ipiù nobili, ed eccellenti artefici dell’ arte del disegno in numerodi 48. ragunati nel detto capitolo , dove si era ordinato una bellissi-ma fe-
1 Veggasi ilBaldinuccî,che parla 2 Cioè si è detto tona. 1. a c. 146.molto a lungo di questa Accademia, z Michele di Ridosso Grillandajo,e riporta gli statuti di essa , tom. 1. di cui si parla nella Vita di Ridosso.