Vita di fra Gio. Agnolo Montorsoli . ioima sesta j e dove già era finitala detta sepoltura, e l’altare tiratotanto innanzi, che non mancavano se non alcune figure , che v' an-davano di marmo . Quivi, detra una solennissima mesta, su fattada un di que’padri una beli’orazione in lode di fra Giovann’Agno-lo j e della magnifica liberalità , che egli faceva alla Compagniadetta , donando loro quel capitolo , quella sepoltura, e quella cap-pella . Della quale acciocché pigliassero il possesso , conchiuse esserligià ordinato , che il corpo del Puntormo , il quale era stato posto inun deposto nel primo chiostretto della Nunziata , soste primo di tuttimestò in detta sepoltura. Finita dunque la messa , e 1' orazione, Deve per pofiefie fiandati tutti in chiesa , dove in una bara erano Posta del detto Pun- diede sepoltura »/Pk-tormo , postolo sopra le spalle de’ più giovani, con una fiaccola peruno 5 ed alcune torce , girando intorno la piazza , il portarono neldetto capitolo ; il quale dove prima era parato di panni d’oro, tro-varono tutto nero , e pieno di morti dipinti, ed altre cose simi-li : e così fu il detto Puntormo collocato nella nuova sepoltura . Li-cenziandosi poi la Compagnia , fu ordinata la prima tornata per laprossima domenica , per dar principio , oltre al corpo delia Compa-gnia , a una scelta de’migliori, e creato un’accademia , con l’ajutodella quale , chi non sapeva, imparasse, e chi sapeva , mosso da ono-rata , e lodevole concorrenza, andasse maggiormente acquistando.
Giorgio intanto , avendo di queste cose parlato col Duca, e pre-gatolo a volere così favorire lo studio di queste nobili arti, comeaveva fatto quello delle Lettere , avendo riaperto lo studio di Pisa,creato un collegio di scolari, e dato principio ali’ accademia Fio-rentina ; lo trovò tanto disposto ad ajutare, e favorire questa im-presa, quanto più non avrebbe saputo desiderare. Dopo queste coseavendo i frati de’Servi meglio pensato al fatto, si risolverono, elo fecero intendere alla Compagnia, di non volere, che il dettocapitolo servisse loro se non per farvi seste, uficj , e seppellire. Eche in niun’ altro modo volevano avere , mediante le loro tornate , eîlragunarsi, quella servitù nel loro convento • Di che avendo parla- Luego più crfxce us-to Giorgio col Duca , e chiestogli un luogo, sua Eccellenza disse^^^avere pensato di accomodarne loro uno, dove non solamente p Q J* Com ^* 2 nu 'trebbono edificare una Compagnia ; ma avere largo campo di mo-strare , lavorando, la virtù loro. E poco dopo scrisse , e fece in-tendere per messer Lelio Torelli 1 al priore , e monaci de gli An-geli, che accomodassimo la detta Compagnia del tempio stato co-minciato nel loro monasterioda Filippo Scolari 2 detto lo Spano •
Ubbidirono! frati, e la Compagnia fu accomodata d’alcune stanze,
nelle
i Messer Lelio Torelli da Fano 1 Questo tempio su cominciatoauditore del duca Costino,eccellen- dal Brunellefco, come fi legge neite nelle lettere, nella Legge > e nei- tomo i. ac.2dj-la prudenza'.