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Tomo terzo.
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122 Q_u arta Parte.

storia molto ben composta, graziola, e tanto piena d’ invenzione,quanto altra che si possa vedere . In un altro quadro è la morted’Uria : in uno P Arca, a cui vanno molti suoni innanzi: e insam-ma dopo alcune altre una battaglia , che fa David con i suoi nimica,molto ben composta . E per dirlo brevemente , 1’ opera di questa salaè tutta piena di grazia , di bellissime fantasie, e di molte capriccio-se , ed ingegnose invenzioni. Lo spartimento è fatto con molte con-stderazioni » e il colorito è vaghissimo . E per dire il vero , senten-dosi Francesco gagliardo , e copioso d'invenzione , e avendo la ma-no ubbidiente ali’ ingegno, avrebbe voluto sempre avere opere gran-di , e straordinarie alle mani. E non per altro su strano nel con-versare con gli amici, se non perché essendo vario» e in certe cosepoco stabile; quello» che oggi gli piaceva» domani aveva in odio.E fece pochi lavori d’importanza , che non avesse in ultimo a con-tendere del prezzo » per le quali cose era fuggito da molti . Dopoqueste opere» avendo Andrea lassimi a mandar un pittore aire diFrancia, ed avendo Panno iZZq. invano ricercato Giorgio Vasa-ri , che rispose non volere , per qual si voglia gran provvisione , opromesse » o speranza , partirsi dal servizio del duca Cosimo suo si-£’ condotto in 'Eran- gnore ; convenne sinalmente con Francesco » e lo condusse in Fran-gimarti/ biasimimi c j a , con obbligare di satisfarlo in Roma » non lo satisfacendo in Fran-al"ri!' t0 * à . Ma prima che esso Francesco partisse di Roma, come quel-li , che pensò non avervi mai più. a ritornare, vendè la casa , lemasserizie, e ogni altra cosa » eccetto gli ufficj, che aveva . Ma lacosa non riuscì » come si aveva promesso ; perciocché arrivato a Pa-rigi , dove da messer Francesco Primaticcio abate di san Martino »e pittore, e architetto del Re , fu ricevuto benignamente, e conmolte cortesie ; su subito conosciuto , per quello » che si dice , perun uomo così fatto . Conciofossechè non vedesse cosa né del Ros-so, né d’altri maestri, la quale egli alla scoperta, o così destra-mente non biasimasse . Perché aspettando ognuno da lui qualche-,gran colà, su dal cardinale di Lorena » che là 1’aveva condotto,mestò a fare alcune pitture in un suo palazzo a Dampiera ; perchéavendo fatto molti disegni, mise finalmente mino ali’opra » facen-do alcuni quadri di storie a fresco sopra cornicioni di cammini, euno studiolo pieno di storie , che dicono, che su di gran fattura . Machecché se ne foste cagione, non gli furono cotali opere molto lo-date . Oltre di questo non vi su mai Francesco molto amato peresser di natura tutto contraria a quella de gli uomini di quel paese ;essendo che, quanto vi sono avuti cari, e amati gli uomini allegri»gioviali » che vivono alla libera , e si trovano volentieri in brigata ,e a far banchetti, tanto vi sono, non dico fuggiti, ma meno amati,e carezziti coloro , che sono» come Francesco era , di natura malin-conico» sobrio» mal lano , e stàtico • Ma d’alcune cose avrebbe me-ritato