Vita di Francesco de’ Salviati. 123
ritato scusa» però che se la sua complessione non comportava , che suo genio era centrag’ avvilupasse ne’ pasti » e nel mangiar troppo» e bere» avrebbe po- rio a’costwi dt'Erantuto olière più dolce nel conversare . E che è peggio » dove suo debi- •to era > secondo l’uso del paese » e di quelle Corti, farsi vedere » ecorteggiare » egli avrebbe voluto » e parevagli meritarlo » essere datutto il Mondo corteggiato . In ultimo » essendo quel Re occupatoin alcune guerre » e parimente il Cardinale : e mancando le prov-visioni » e promesse » si risolvè Francesco » dopo essere stato làventi mesi » a ritornarsene in Italia . E così condottosi a Mi-lano ( dove dal cavalier Leone Aretino fu cortesemente ricevutoin una sua casa » la quale si ha fabbricata » ornatissima » e tutta pie-na di statue antiche » e moderne » e di figure di gesso » formateda cose rare , come in altro luogo si dirà ) dimorato » che quivi suquindici giorni » e riposatosi » se ne venne a Fiorenza ; dove aven-do trovato Giorgio Vasari » e dettogli quanto aveva ben fatto a nonandare in Francia» gli contò cose da farne fuggire la voglia a_*chiunque d' andarvi 1' avesse maggiore . Da Firenze tornatosene Tornò a Roma, eliFrancesco a Roma > mosse un piato a' mallevadori, che erano entrati .r<£«.per le sue provvisioni del cardinale di Lorena, e gli strinse a pa-gargli ogni cola ; e riscosso i danari » comperò oltre ad altri » che viaveva prima » alcuni ussizj » con animo risoluto di voler badare avivere» conoscendosi malsano» ed avere in tutto guasta la com-plessione . Ma ciò non ostante avrebbe voluto essere impiegato inopere grandi ; ma non gli venendo fatto così presto » si trattenneun pezzo in facendo quadri » e ritratti. Morto Papa Paolo IV. essen-do creato Pio similmente IV- » che dilettandosi assai di fabbricare »si serviva nelle cose d'architettura di Pirro Ligorio » ordinò suaSantità » che il cardinale Alessandro Farnese » e P Emulio faces.sono finire la sala grande , detta de i Re » a Daniello da Volterra ,che P aveva già cominciata. Fece ogni opera il detto reverendis-simo Farnese» perché Francesco n’ avesse la metà ; nel che fare es-sendo lungo combattimento fra Daniello » e Francesco» e massi na-mente adoperandosi Michelagnolo Bonarroti in favore di Daniello»non se ne venne per un pezzo a fine . In tanto essendo andato il Va-sari con Giovanni cardinale de’ Medici, figliuolo del duca Cosi-mo » a Roma » nel raccontargli Francesco molte sue disavventure ,e quelle particolarmente » nelle quali » per le cagioni dette purora » si ritrovava » gli mostrò Giorgio , che molto amava la virtùdi queir uomo , che egli si era insino allora assai male governato »e che lasciasse per P avvenire fare a lui, perciocché sarebbe in gui-sa » che per ogni modo gli toccherebbe a fare la metà della detta sa-la de’ Re » la quale non poteva Daniello fare da per se » essendopomo lungo» ed irresoluto » e non forse così gran valentuomo? ed
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