124 Q_uarta Parte.
universale, come Francesco , Così dunque stando le cose , e perallora non si facendo altro , fu ricerco Giorgio non molti giorni do-po dal Papa di fare una parte di detta sala ; ma avendo egli rispo-sto , che nel palazzo del duca Cosimo suo Sgnore aveva a farne una,tre volte maggiore di quella ; ed oltra ciò , che era sì male statotrattato da Papa Giulio III. per lo quale aveva fatto molte fatichealla vigna al Monte , ed altrove , che non sapeva più che si sperareda certi uomini ; aggiugnendo , che ( avendo egli fatta al medesi-mo senza esserne stato pagato una tavola in palazzo, dentrovi Cri-sto , che nel mare di Tiberiade chiama dalle reti Pietro , ed Andreajla quale gli era stata levata da Papa Paolo IV- da una cappella ,che aveva fatta Giulio sopra il corridore di Belvedere , e dovevaessere mandata a Milano ) sua Santità voleste fargliela o rendere opagare ; alle quali cose rispondendo il Papa disse ( ovvero , o nonvero , che così fosse ) non sapere alcuna colà di detta tavola , e vo-lerla vedere . Perché fattala venire , veduta , che sua Santità 1' ebbea mal lume , si contentò, che ella gli fosse fenduta . Dopo rapicca-Loitat» appreso al tosi il ragionamento della sala , disse Giorgio al Papa liberamente ,Vapadal Vasari. che Francesco era il primo» e miglior pittore di Roma» e che nonpotendo niuno meglio servirlo di lui » era da farne capitale . Eche sebbene il Bonarroto , ed il cardinale di Carpi favorivano Da-niello » lo facevano più per interesse dell’amicizia» e forse comeappassionati» che per altro. Ma per tornare alla tavola ; non su sìtosto partito Giorgio dal Papa » che 1' ebbe mandata a casa di Fran-cesco ; il quale poi di Roma glie la fece condurre in Arezzo » do-ve » come in altro luogo abbiam detto » è stata dal Vasari con ricca »ed onorata spesa » nella Pieve di quella città collocata. Stando lecose della sala de’ Re nel modo » che si è detto di sopra ; nel parti-re il duca Cosimo da Siena» per andar’ a Roma » il Vasari » che era an-dato in sin lì con sua Eccellenza» gli raccomandò caldamente il Salvia-ti » acciocché gli facesse favore appresso al Papa » e a Francesco scris-se , quanto aveva da fare » giunto» che foste il Duca in Roma; nelche non uscì punto Francesco del consiglio datogli da Giorgio . Per-ché andando a far riverenza al Duca » fu veduto con bonissima ceraMetà della sala Ke- da sua Eccellenza ; e poco appresto fatto tale ufficio per lui apprestog'i* allogata* start- s nìL Santità» che gli fu allogata mezza la detta sola ; alla quale ope-ra mettendo mano , prima che altro facesse » gettò a terra una sto-ria stata cominciata da Daniello ; onde furono poi fra loro moltecontese . Serviva» come s’è già detto» questo Pontefice nelle cosed’architettura Pirro Ligorio» il quale aveva molto da principio fa-vorito Francesco » e avrebbe seguitato. Ma colui non tenendo piùconto né di Pirro » né d’ altri » poiché ebbe cominciato a lavora-re » fu cagione» che d’ amico gli divenne in un certo modo avver-sario »