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Tomo terzo.
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Vita di Daniello Ricciarelli da Volt- 143ja T - Ma furono tanti i disagi, e le fatiche , che vi spese Da niel-lo , il quale anzi che no , era di poca complessione , e malinco-nico , che non molto dopo gli sopraggiunse un catarro crudele,che lo concusse molto male . Anzi dove arebbe dovuto Daniellostar lieto , avendo in così raro getto superato infinite difficultà ,non parve, che mai poi per cola, che prospera gli avvenisse , sirallegrasse. E non passò molto , che il detto catarro in due giornigli tolse la vita a 4. d' Aprile 1566. Ma innanzi, avendosi pre-veduta la morte, si confessò molto divotamente , e volle tutti i Sa-cramenti della Chiesa : e poi facendo testamento , lasciò , che ilsito corpo fosse seppellito nella nuova chiesa, stata principata alleTerme da Pio IV- a i monaci Certosini, ordinando, che in quelluogo, ed alla sua sepoltura fosse posta la statua di quellangelo,che aveva già cominciata per lo portone di Castello . E di tuttodiede cura ( facendogli in ciò essecutori del suo testamento ) a Mi-chele de gli Alberti Fiorentino , ed a Feliciano da s- Vito di queldi Roma 2 , lasciando perciò loro dugento feudi ; la quale ultimavolontà esseguirono ambidue con amore , e diligenza , dandogli indetto luogo , secondo che da lui su ordinato, onorata sepoltura i -A i medesimi lasciò tutte le sue Cose appartenenti ali' arte , formedi gesso , modelli, disegni, e tutte altre masserizie , e cose da la-vorare . Onde si ossersono ali ambasciatore di Francia di dare fi-nita del tutto fra certo tempo 1opera del cavallo , e la figura delre , che vi andava sopra . £ nel vero, essendosi ambidue esercitatimolti anni sotto la disciplina , e studio di Daniello , si può da lorosperare ogni gran cosa - Estato creato similmente di Daniello Bia-gio da Carigliano Pistoiese, e Giovanpaolo Rossetti da Volterra,che è persona molto diligente , e di bellissimo ingegno, il qualeGiovanpaolo, essendosi già molti anni sono ritirato a Volterra , hafatto , e fa opere degne di molta lode . Lavorò parimente con-.Daniello, e fece molto frutto, Marco da Siena, il quale condot-tosi a Napoli, si è presa quella città per patria , e vi sta, e lavoracontinuamente . E stato similmente creato di Daniello Giulio Maz-zoni da Piacenza , che ebbe i suoi primi principi dal Vasari, quandoin Fiorenza lavorava una tavola per messer Biagio Mei, che fumandata a Lucca, e posta in s. Piero Cigoli, e quando in monteOliveto di Napoli faceva esso Giorgio la tavola dell altare maggio-re , una grande opera nel refettorio, e la sagrestia di s. Giovanni

Car-

1 Anche questo peso pare incre-dibile,per quanto sottile egli fosse,se era alto 20. palmi, e lungo circaa 40. come qui sopra ha detto il Va-sari . Vero è, che il Fulvio dice ,eh era lungo 20. palmi soli.

2 Cioè della campagna Romana ,e feudo de marchesi Teodoli.

3 Per. altro in s. Maria degli An-gioli non è la sepoltura di Daniellocon la statua dell angiolo , sodire per qual motivo.

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Sua marte da cristia-ni , e disfoJÌLiane .

Suei allievi .