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Tomo terzo.
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Vita di Tabdeo Zucchero. 175

destra , ignudo tutto , salvo con quel suo mantelletto nella spai*,, la , giovane bellissimo , ma di una bellezza naturale , sènza alcu-,, no artifizio» di volto allegro » docchi spiritosi, sbarbato» odi prima lanugine » stretto nelle spalle » e di pel rosso . Alcuni gli pon-a» gono Tali sopra sorecchie» e gli sanno uscire dacapelli certe penne,» doro . L attitudine fate a vostro modo » pur che mostri di calarsi,, dal cielo per infonder sonno, e che rivolto verso la parte del letto ,,, paja di voler toccare il padiglione con la verga. Nella facciata sini-,, stra»di verso Mercurio»nel corno verso la facciata da pie, si putriano,, fare i Lari Dei, che sono suoi figliuoli» i quali erano Genii delle ca-,, se private, cioè due giovani vestiti di pelli di cani, con corti abi-,, ti, succinti, e gittati sopra la spalla sinistra per modo, che venghi-,, no sotto la destra » per mostrare , che siano disinvolti, e pronti alla,, guardia di casa. Stiano a sedere 1' uno accanto ali altro : tenghino,, un' asta per ciascuno nella destra » e in mezzo di essi sia un cane »,, e disopra loro sia un piccol capo di Vulcano con un cappelletto in te-», sia, e accanto con una tanaglia da fabbri. Nellaltro corno ver-,, so la facciata da capo sarei un Batto , che per aver rivelato le vac-,, che rubate da lui sia convertito in sasso. Facciasi un pastor vec-,, chio a sedere, che col braccio destro, e con lindice mostri il luo-,, go , dove le vacche erano ascoste , e col sinistro si appoggi a un pe-,, do , o vincastro, bastone di pastore » e da mezzo in giù sia sasso nero di colore di paragone, in che su convertito Nel resto poi del,, sinestrone dipingasi la storia del sacrificio, che facevano gli anti-,, chi ad esso Mercurio, perché il sonno non si interrompesse ; e,, per figurare questo, bisogna fare un altare , e suvvi la sua statua: a piede un fuoco , ed intorno genti » che vi gettino legtte ad ab- bruciare , e che con alcune tazze in mano piene di vino , parte ne spargano » e parte ne bevano . Nel mezzo dell' ovato , per ern- pier tutta la parte del cielo » sarei il Crepuscolo » come mezzano tra 1 Aurora , e la Notte . Per significar questo , trovo, che si fa un giovinetto tutto ignudo , tal volta con 1' ali » tal volta senza , con due faceste accese , 1 una delle quali saremo , che si accenda,, a quella dell Aurora , e laltra che si stenda verso la Notte. Al- cuoi fanno » che questo giovanetto con le due faci medesime caval- chi sopra un cavallo del Sole , o dell Aurora; ma questo non sa-,, rebbe componimento a nostro proposito . Però lo saremo come di- sopra , e volto verso la Notte , ponendogli dietro fra le gambe una grande stella, la quale fosse quella di Venere , perché Venere, e Fosforo , e Espero , e Crepuscolo pare , che si tenga per una cosa,, medesima . E da questa infuori, di verso lAurora, fate, che tutte le minori steste siano sparite . E avendo fin qui ripieno tutto il di fuori della camera , così disopra nell ovato , come dalli la-,, ti, e nelle facciate, resta, che vegniamo al di dentro , che sono

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