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Michelagnolo, gli fece allegagione d’ una parte di quella sala , ondefu cagione , che egli facesse a concorrenza di Lionardo s altra fac-ciata j nella quale egli prese per subietto la guerra di Pila . Perlo--chè Michelagnolo ebbe una stanza nello spedale de' tintori a santoOnofrio , e quivi cominciò un grandissimo cartone 1 , nè però volle
mai?
i Tanto.il Condivi, quanto ilVasari dicono , che il Bonarrotifinì questo cartone , quando fug-gendo da Roma si ritirò a Firenzeper paura di Giulio II. dal che si ve-de chiaro , che egli l’aveva comin-ciato avanti d’esser chiamato a Ro-ma da quel Papa , che su elettonella fine dell’ anno 1503. nè po-tè chiamare a Roma Michelangelopiù presto , che nel 1504. nel qual’anno venne a Firenze Raffaello daUrbino, come si raccoglie dalla_»prima lettera delle pittoriche deltomo primo ; e da quello , che scri-ve il Vasari nella Vita di Raffaellotom. il. a c. 91. dove dice , che di-pignendo in Siena col Pinturicchiosentì celebrare il cartone di Lio-nardo , e quello del Bonarroti, eperciò si portò a Firenze. Ora lapittura del Pinturicchio nella li-breria di Siena fu terminata_>
nel 1503. E a c. 128. lo stesso Va-sari narra più diffusamente il pro-fitto , che ricavò Raffaello dallostudio di questo cartone ; che Ben-venuto Gelimi nella Vita di se me-desimo a c. 13. quantunque pochecose lodasse , innalza tanto al cie-lo , che giunge a dire, che Miche-langelo , quando fece la gran cap-pella di "Papa Julio dappoi , non ar-rivò a quello segno mai alla metà ;onde si può asserire per certo , cheRaffaello lo studiò , non vi essendoallora in Firenze cosa più eccel-lente , nè più dottamente disegna-ta . Quindi finisce la lite, e si con-futa 1 ’ opinione del Bellori, e dichi sostiene , che Raffaello non ap-prendesse niente dal Bonarroti .Si può anche da questo conghiet-
tutare , che sia un racconto volga-re , e insussistente , che Bramantefurtivamente introducesse Raffaelloa veder la cappella Sisti na , che ave-va cominciata il Bonatrroti, e cheda quella vista ingrandisse la ma-niera , e facesse il profeta, che èin s. Agostino . Raffaello aveva giàveduta la maniera terribilmentegrande di Michelangiolo nel ^dettocartone , ma a quella non volle ap-pigliarsi , essendosi invaghito dellasua maniera graziosa . E’vero, chea poco a poco si scostò dalla manie-ra secca, e legata , e meschina diPietro Perugino , e acquistò mag-gior libertà, e scioltezza , e un mo-do di fare maestoso,ma coll’aver ve-duto il fare del Bonarroti,e col pro-prio ingegno,e con quel talento par-ticolare , che gli aveva dato Iddio ,Questo cartone andò male per col-pa di Baccio Bandinelli,che lo strac-ciò, come racconta il Valari nel to-mo 2. a cart. 578. ma non ne di-cendo niente il Condivi, resto dub-bio , se sia vero, tanto più , chenon si legge, che il Bandinelli perun fatto cosi detestabile ne fosse ga-stigato , o almeno ne avesse moltiromori. Di questo cartone , delquale furono disegnati varj pezzi,ne rimase un disegno intero in pic-colo presso Bastiano da s. Gallo,fatto da esso per suo studio ( V. Va-sari tomo il. a 722.)e lo teneva tan-to caro , che lo mostrava come lecose preziose , nè mai lo volle la-sciar copiare , dopo eh’ era andatomale 1 ’ originale . Il signor Meniernell’ Istoria delle arti a c. 275. dice,che Bastiano a persuasione del Va-sari lo dipinse a olio di chiaroscu-