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l’aria lo consumava. Era di questa cosa disperato Michelagnolo,nè voleva seguitare più., e scusandosi col Papa , che quel lavoronon gli riusciva , ci mandò sua Santità Giuliano da s. Gallo , chedettogli da che veniva il difetto , lo confortò a seguitare , e gì’ in-segnò a levare le muffe . Laddove condottola fino alla metà , il Pa-pa 3 che v’ era poi andato a vedere alcune volte per certe scale apivoli, ajutato da Michelagnolo , volle, che ella fi scopriste , per-ché era di natura frettoloso, e impaziente , e non poteva aspettare »eh’ ella fosse perfetta , ed avesse avuto , come si dice , 1 ' ultima ma-no - Trasse subito, che su scoperta, tutta Roma a vedere , ed il Pa-pa su il primo , non avendo pazienza, che abbassasse la polvere peril disfare de’ palchi ; dove Raffaello da Urbino, che era molto ec-Tela vì/la di tal o- celiente in imitare , vistola mutò subito maniera 1 , e fece a unpera mutar manina tT:L xt 0 per mostrare la virtù sua i profeti, e le sibille dell’opera* della Pace ; e Bramante allora tentò , che 1’ altra metà della cap-
pella si desse dal Papa a Raffaello . Il che inteso Michelagnolo , fidolse di Bramante , e disse al Papa» senza avergli rispetto, moltidifetti e della vita , e delle opere sue d’ architettura , che comes’è visto poi, Michelagnolo nella fabbrica di s. Pietro n’ è statocorrettore . Ma il Papa, conoscendo ogni giorno più la virtù di Mi-chelagnolo , volle, che seguitasse , e veduto l’opera scoperta , giu-dicò, che Michelagnolo 1’ altra metà la poteva migliorare assai,e così del tutto condusse alla fine perfettamente , in venti mesi z dase solo, quel!’ opera senza ajuto pure di chi gli macinasse i colori.
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In to. mesi la condujse a fine .
i II Bellori ha combattuto fie-ramente questo luogo del Vasari,ma il Vasari è stato molto bene , ecopiosamente difeso con tre belle ,e lunghe lettere dal fig. CanonicoLuigi Crespi cappellano segreto diBenedetto XIV. figliuolo del cele-bre Giuseppe Crespi detto lo Spa-gnolette , pittore spiritosissimo , eaccreditato, le quali tre lettere sileggono nel tomo 2 . delle Letterepittoriche . Pur da questo luogo sivede , non poter estere , che Raf-faello vedesse furtivamente questepitture, avanti eh’ella si scoprisse,introdottovi natcosamente da Bra-mante . Che poi voglia il Bellorisostenere , che Raffaello non abbiaappreso molto dal!' osservare 1’ o-pere del Bonarroti, è una merafollia. Il Condivi §. L vii. dice, chel\fifsael da %}rbino , quantunque vo*
lesse concorrer con Michelagnolo , piùvolte ebbe a dire , che ringraziavaIddio d’ esser nato al suo tempo ,avendo ritratta da lui altra manie-ra di quella , che dal padre , che di -pintor su , e dal Terugino suo mae-îìro avea imparata .
2 Un eccellente pittore , che__»come è detto altrove , fece alcu-ne postille a un esemplare del Va-sari di stampa de’ Giunti, che si tro-va nella libreria Corsini , e cheio ho motivo di credere , che fosseSisto Badalocchi, nota qui, non est-sere credibile , che quest\opera_»fosse fatta in venti mesi; ed in veri-tà è cosi,essendo un lavoro sì vasto,e sì difficile . Soggiunge in un’altra postilla poco sotto : Ho vistotutta la suddetta opera con tantostupore , che meglio è tacere , chedirne poco .